10. Esopo, c’era una volta… la giustizia

10. Esopo, c’era una volta… la giustizia

Fra i generi letterari dell’antichità, la favola era il più “umile”, non preso tanto sul serio dai letterati e dagli uomini colti, che lo consideravano al più un intrattenimento. Ma è stato un genere che, a partire da Esopo, conobbe una diffusione vastissima: di esso restano testimonianze scritte relativamente recenti, probabilmente risalenti alla più tarda età ellenistica.

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Il “diritto all’oblio” del malato oncologico in un d.d.l. presentato al Senato da Binetti e altri

Il “diritto all’oblio” del malato oncologico in un d.d.l. presentato al Senato da Binetti e altri

Lo scorso 10 maggio è stato presentato in Senato, su iniziativa della sen. Paola Binetti e di numerosi altri firmatari, il disegno di legge Disposizioni in materia di diritto all’oblio delle persone che sono state affette da patologie oncologiche. Esso costituisce l’esito della riflessione e della preparazione di un gruppo di lavoro formato da Maurizio Campagna, Avvocato, componente del Comitato scientifico della F.A.V.O.-Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, e dei prof. Alessandro Candido e Mauro Paladini, entrambi dell’Università di Milano Bicocca, oltre che del sen. Maurizio Sacconi.

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Doppio cognome: ipotesi di replica alla Corte costituzionale  

Doppio cognome: ipotesi di replica alla Corte costituzionale  

A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 131/2022, in tema di cognome dei figli (su cui su questo sito cf. https://www.centrostudilivatino.it/il-nuovo-si-della-consulta-al-doppio-cognome-lascia-in-piedi-tanti-problemi-pratici/#more-10574; https://www.centrostudilivatino.it/doppio-cognome-e-davvero-una-priorita/), il presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino interviene sul merito della questione, e in generale sul potere che la Consulta da tempo si attribuisce nel dettare al legislatore i termini per la formulazione delle nuove norme. L’autore indica anche una strada, ardua ma non impossibile, per affrontare l’anomalia.

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Ancora su Dobbs v. Jackson: aborto e Costituzione

Ancora su Dobbs v. Jackson: aborto e Costituzione

Proseguendo nelle riflessioni a margine della sentenza della Corte suprema degli USA del 24 giugno 2022 (su cui https://www.centrostudilivatino.it/la-corte-suprema-usa-e-laborto-una-pronuncia-di-civilta/), interviene oggi il prof Mauro Giovannelli, avvocato del foro di Firenze, con importanti esperienze istituzionali e accademiche, nell’auspicio che il dibattito si sviluppi con franchezza, ma senza i non pochi anatemi finora ascoltati: tanto urlati quanto ignari del contenuto della decisione.

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La Corte Suprema USA e l’aborto: una pronuncia di civiltà

La Corte Suprema USA e l’aborto: una pronuncia di civiltà

Ieri la Corte Suprema ha giudicato – nella causa Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization[1] – la costituzionalità della legge Gestational Age Act, del 2018 dello Stato del Mississippi che vieta l’interruzione della gravidanza dopo la quindicesima settimana di gestazione, a esclusione dei casi di emergenza e di gravi anormalità fetali. Tale proibizione contrasta con le due sentenze della stessa Corte Suprema Roe v. Wade (410 U.S. 113) del 22 gennaio 1973[2], e Planned Parenthood of Southeastern Pennsylvania v. Casey (505 U.S. 833) del 22 aprile 1992[3]. Questo primo commento, del prof. Ermanno Pavesi, componente del direttivo della FIAMC -Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, pone a confronto i passaggi essenziali della sentenza della Corte con le sue precedenti pronunce: la decisione riconosce che non esiste un diritto costituzionale all’aborto, rimettendo la questione alle scelte dei parlamentari democraticamente eletti. Si tratta di un passo avanti molto importante nella direzione della piena tutela del diritto alla vita del concepito, e del corretto rapporto fra giurisdizione e potere legislativo.

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