Recensione del libro: “Droga, le ragioni del no”
Di Giuseppe Rusconi– da: www.rossoporpora.org – 22 giugno 2022
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Di Giuseppe Rusconi– da: www.rossoporpora.org – 22 giugno 2022
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L’approdo di Hervada al realismo giuridico classico, cui giunse studiando l’opera di Michel Villey, segna l’inizio della sua speculazione gius-filosofica, accanto a quella canonistica, avente ad oggetto i fondamenti metafisici del diritto naturale. L’identificazione del diritto con la res iusta, e della giustizia con l’arte, propria del giurista, di dire e determinare la cosa giusta, permette alla sua costruzione teoretica di attingere e aprirsi ad una nozione sostanzialista della giustizia. La sua esistenza oggettiva fa tutt’uno con la concezione della speciale dignità personale dell’uomo, sulla cui naturale apertura dialogico-relazionale al proprio simile, fondare ontologicamente il diritto stesso.
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Di Domenico Airoma, da il Timone, rivista mensile, giugno 2022.
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Divenute legge all’unanimità fin dal 2010, finora hanno avuto scarsa attuazione a causa della carenza di fondi. Ma per la stessa Corte costituzionale sono un passaggio fondamentale, e bisogna dare sostegno ai familiari.
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Il giudice istruttore Bonifazi (Ugo Tognazzi), integerrimo magistrato, indagando sul sospetto omicidio di una giovane, Silvana, desume dall’interrogatorio dei genitori della ragazza il possibile coinvolgimento di Lorenzo Santenocito (Vittorio Gassman), un imprenditore edile ricco e senza scrupoli: sotto l’etichetta delle “pubbliche relazioni”, si serviva di Silvana per intrattenere i suoi altocati clienti. Santenocito, dopo aver cercato di bloccare sia con le minacce che con le lusinghe l’inchiesta di Bonifazi e dopo fatto rinchiudere in manicomio il proprio anziano padre, che non si era prestato a fornirgli un alibi per la sera della morte di Silvana, riesce finalmente a procurarsi una falsa testimonianza, che dovrebbe scagionarlo. Bonifazi però smaschera il falso alibi e ne ordina l’arresto. L’industriale tuttavia non ha ucciso Silvana: lo scoprirà lo stesso giudice istruttore, leggendo il diario della povera ragazza. Al termine di una giornata in cui Roma impazzisce per la vittoria della Nazionale di calcio sull’Inghilterra, Bonifazi giunge con amarezza alla vera conclusione dell’inchiesta: certe cose avvengono perché sono il “sistema” e l’ottusa coscienza generale a consentirle. Distruggendo la prova dell’innocenza dell’indiziato, il giudice deciderà perciò di trascinarlo ugualmente in tribunale, per colpire, attraverso lui, tutto quello che egli rappresenta.
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