Dalla pronuncia della Corte costituzionale tedesca Finis Europae?

Dalla pronuncia della Corte costituzionale tedesca Finis Europae?

1. La Corte Costituzionale tedesca ha reso nota oggi la sua attesa pronuncia sulla conformità alla legge fondamentale della Repubblica di Germania del programma denominato QE–quantitative easing (in formis, PSPP–Public Sector Purchase Programme, Programma di Acquisto del Settore Pubblico) della BCE–Banca Centrale Europea. Il Programma prevede l’acquisto di titoli pubblici sovrani degli Stati membri dell’Unione da parte della Banca Centrale: formalmente per mantenere l’inflazione entro il 2%; nella realtà, per stabilizzare il sistema economico finanziario dell’area euro mediante la sottoscrizione delle obbligazioni di Stato dei Paesi in maggiore difficoltà, al fine di garantire tassi di rendimento compatibili col mercato e con le capacità di restituzione dei Governi emittenti. (altro…)

Fase 2 – Responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio da contagio

Fase 2 – Responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio da contagio

  1. La Fase 2 appena avviata rende indispensabile per le aziende attuare strumenti di prevenzione, per la salute dei dipendenti in primis, ma anche per fronteggiare in modo efficace, un domani, eventuali addebiti per gli infortuni da contagio che dovessero approdare nei Tribunali. La gestione degli adempimenti in tema di sicurezza sul lavoro è, infatti, oggi più che mai, strumento fondamentale per arginare i rischi di responsabilità in capo al datore di lavoro, soprattutto alla luce delle normative emerse nell’ambito della gestione della crisi sanitaria.
    I contagi accertati di infezione da Covid-19 avvenuti “in occasione di lavoro” sono tutelati, ai sensi dell’art. 42 co. 2 D.L n. 18/2020 c.d. Cura Italia, a tutti gli effetti come infortuni sul lavoro. Da ciò derivano svariate conseguenze in termini pratici: per il lavoratore, il quale si vedrà riconosciuta una tutela da parte dall’INAIL, ma anche in termini di responsabilità civile, penale e amministrativa per il datore di lavoro. Tale qualificazione garantisce senz’altro una ampia tutela dell’evento, in quanto l’INAIL interviene non solo nelle ipotesi in cui il lavoro ne sia stato la causa, ma anche quando il lavoro ne rappresenti la semplice “occasione”.
    Ciò risulta intuitivo per alcune categorie di lavoratori, per le quali si sia estrinsecato il cosiddetto “rischio specifico” che fa scattare la presunzione di esposizione professionale. Si tratta degli operatori sanitari, ma anche di quei lavoratori che svolgono attività a contatto con il pubblico. In tali ipotesi è già di per sé dimostrato il nesso di causalità tra l’insorgenza della malattia e lo svolgimento dell’attività lavorativa.
    Per gli eventi riguardanti gli altri casi, nei quali l’episodio che ha determinato il contagio non sia noto, non potendosi presumere che esso sia avvenuto a causa delle mansioni svolte dal lavoratore, dovrà trovare applicazione l’ordinaria procedura di accertamento medico-legale che si avvale dei seguenti elementi: epidemiologico, clinico, anamnestico e circostanziale. Pertanto, sebbene tali lavoratori non possano avvalersi della predetta più agevole presunzione semplice di origine professionale, essi potranno far comunque riferimento alla specificità delle mansioni e del lavoro svolto, alla diffusione del virus nella località o nell’azienda dove hanno operato e agli altri fatti noti dai quali sia possibile trarre presunzioni gravi, precise e concordanti, ai fini della prova presuntiva del rapporto causale o, meglio, di occasionalità della patologia da COVID-19 con l’attività protetta.

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Il 5 maggio alla Camera si vota anche sulla libertà religiosa

Il 5 maggio alla Camera si vota anche sulla libertà religiosa

D.L. n. 19 – Emendamenti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia

 Nella giornata di domani 5 maggio l’aula della Camera dei Deputati è chiamata a esaminare e a votare la conversione in legge del D.L. 25 marzo 2020 n. 19, che all’art. 1 co. 2 lettera h) mantiene la sospensione delle cerimonie religiose, e quindi della possibilità di celebrare qualsiasi rito, non soltanto la Messa per i cattolici, per ogni confessione religiosa. Su questo sito si è più volte sottolineata l’irragionevolezza di tale preclusione e la grave violazione – che essa determina – della libertà religiosa e delle disposizioni costituzionali che la tutelano. Il Centro studi Livatino ha altresì proposto ricorso al TAR contro il dPCM 26/04/2020, nella parte in cui riprende tale sospensione. (altro…)

La Corte costituzionale tedesca decide sul quantitative easing. Quali ricadute per il debito pubblico italiano?

La Corte costituzionale tedesca decide sul quantitative easing. Quali ricadute per il debito pubblico italiano?

  1. Ha ragione il Premier Conte a cantare vittoria dopo il Consiglio europeo del 23 aprile, che ha deliberato il recovery fund? In realtà la ‘chiacchierata’ in videoconferenza tra i Capi di Governo UE si è limitata a prevedere l’istituzione per il futuro di un fondo di 320 miliardi di euro, da costituire attraverso l’emissione di obbligazioni comuni, garantite dall’Unione, da distribuire fra gli Stati membri: non si sa quando, se è vero che la presidente della Commissione von der Leyen ha avuto l’incarico di predisporre un piano da presentare il 6 maggio che dovrebbe essere approvato, all’unanimità, entro giugno. Ma certamente non prima di gennaio 2021, trattandosi di misura agganciata al bilancio UE 2021-2025, tant’è che si dovrebbe immaginare una soluzione-ponte decorrente dal 1° luglio 2020.
    Non solo i tempi sono lunghi, ma non vi è accordo su come i soldi dovrebbero essere corrisposti: se a titolo di prestito, quand’anche a tasso zero di interesse – come vorrebbero Germania, Olanda ed Austria -, ovvero a fondo perduto, come invece hanno chiesto Italia, Spagna Grecia e Francia. E se anche prevalesse il compromesso di una percentuale paritaria, appare difficile che ciò sia accettato dai Paesi del Nord che, in quanto contributori netti del bilancio comunitario (versano più di quanto non venga loro restituito come sussidi comunitari; ma tale è anche la condizione dell’Italia), non hanno nessun piacere di aiutare in misura maggiore degli Stati in difficoltà, visti come le evangeliche vergine stolte che hanno consumato l’olio in attesa del …virus!

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Una petizione per difendere la libertà religiosa nel mondo

Una petizione per difendere la libertà religiosa nel mondo

di Marco Respinti*

Il 6 maggio 2016 la Commissione Europea ha nominato Ján Figeľ, uomo politico slovacco ed ex Commissario europeo, alla carica di «Inviato speciale per la promozione della libertà di religione o di credo fuori dall’Unione Europea (UE)» dando seguito a una risoluzione del Parlamento Europeo del febbraio precedente. Prima della nomina di Figeľ, dunque, quella carica nemmeno esisteva. Ora il mandato di Figeľ è scaduto e lo stesso ruolo da lui brillantemente ricoperto sino a oggi rischia seriamente di scomparire, lasciando la UE priva di una figura istituzionale di alto prestigio che si occupi di contribuire a salvaguardare il diritto fondamentale alla libertà religiosa nel mondo. (altro…)