Ott 21, 2016
Card. Parolin, difendere obiezione coscienza, ma no anarchia
Segr. Stato Vaticano, fondamento dignità ma evitare arbitrarietà
(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 21 OTT – L’ obiezione di coscienza é “il luogo dove si misura il fondamento della dignità umana”: lo sottolinea il Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin sottolineando in particolare la “dignità inalienabile dell’ essere umano in quanto creato da Dio”. Ma allo stesso tempo il problema “non é solo quello della sua affermazione, ma anche quello della sua limitazione, al fine di evitare” di arrivare a “un’ anarchia di fatto e ad un’arbitraria sottrazione agli obblighi di legge”.
Il messaggio di Parolin, che porta la data del 19 ottobre, è indirizzato ai partecipanti ad un convegno sul tema, organizzato dal Centro Studi Livatino. (ANSA).
ANSA, venerdì 21 ottobre 2016, 14:20:45
Card. Parolin, difendere obiezione coscienza, ma no anarchia
(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 21 OTT – Il Segretario di Stato Vaticano parla dell’ obiezione di coscienza in un messaggio al presidente del Centro Studi Livatino, Mauro Ronco, in occasione del convegno “Coscienza senza diritti?”. “Sarebbe invero strano, per non dire paradossale – sottolinea il card. Parolin – che in un tempo in cui la volontà umana si arroga il diritto di creare diritti, abbattendo uno dietro l’ altro i limiti che la natura, l’ etica, la religione e la stessa cultura umanistica hanno finora indicato, in questo stesso tempo l’ uomo venga ferito anche nell’ intimo della coscienza” che ha per i cattolici, ma anche “in una prospettiva solamente filosofico-morale”, ha “un ruolo decisivo”. Per il cardinale Parolin é infatti “l’ istanza, in fondo, dove l’ uomo discerne il bene dal male e si determina all’azione di conseguenza”.
Ma oltre alla necessità di affermare l’ obiezione di coscienza, occorre anche mettere paletti per evitare “un’anarchia di fatto ed una arbitraria sottrazione agli obblighi di legge”. E’ importante stabilire questi limiti –argomenta il porporato – per non arrivare “ad un rifiuto aprioristico di qualunque obiezione”. (ANSA).
Ott 21, 2016
Pubblichiamo il messaggio che S.E. il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, ha inviato in occasione del convegno Coscienza senza diritti?, organizzato oggi a Roma dal Centro Studi Livatino.
Ott 21, 2016
Articolo di Luca Basilio Bucca pubblicato il 21 ottobre 2016 su La nuova Bussola Quotidiana.
Il principio di sussidiarietà si realizza nel lasciare libertà ai singoli e ai corpi intermedi di agire per il soddisfacimento dei propri bisogni, con l’intervento degli organismi superiori solo nella misura in cui quelli inferiori non siano in grado di provvedere (altro…)
Ott 19, 2016
Rosario Livatino era molto impegnato nella sua professione: sarebbe bello recuperare i provvedimenti più significativi redatti da questo magistrato, che S. Giovanni Paolo II ha definito “martire della giustizia e indirettamente della fede”, per cogliere l’esemplarità della sua professionalità e del suo rigore. La dedizione al lavoro – pagata col sacrificio più elevato – non gli ha mai fatto trascurare l’approfondimento dei presupposti di principio dell’esercizio di una funzione così delicata, a cominciare dal rapporto fra diritto naturale e diritto positivo.
Ne ha trattato, in particolare, nella conferenza “Fede e diritto”, a Canicattì il 30 aprile 1986. Livatino ricordava nell’occasione che “l’obiezione di coscienza rappresenta il riconoscimento del foro interno da parte dello Stato laico”. Nella sua ottica il “foro interno” non sono opinioni in libertà che motivano qualsiasi disobbedienza alla legge: il “foro interno” può diventare il luogo del contrasto fra la legge e i principi fondamentali, primo fra tutti il rispetto della vita. In proposito egli richiamava esplicitamente le pratiche “legali” dell’aborto e dell’eutanasia come esempi di conflitto, rispetto ai quali il diritto di obiezione è presidio di libertà e di civiltà.
Il convegno Coscienza senza diritti?, organizzato per venerdì prossimo con inizio alle ore 15 dal Centro studi che si intitola proprio a Rosario Livatino, è dedicato al tema dell’obiezione di coscienza, e si svolgerà nell’Aula dei gruppi a Montecitorio (ingresso da via Campo Marzio entro le 14.30 previa registrazione all’indirizzo mail info@centrostudilivatino.it ). L’obiettivo è fare il punto sul tema, a distanza di quasi 40 anni dalla legge italiana sull’aborto: anche se la 194 ha previsto tale diritto, è ben noto – questo quotidiano ne ha trattato in tante occasioni – quanto oggi i medici obiettori siano bersagliati da restrizioni amministrative, mentre i farmacisti si ritrovano addirittura senza tutela, pur essendo chiamati a distribuire prodotti abortivi.
Nel frattempo, il quadro internazionale ed europeo è diventato più difficile, e i terreni della scuola, col gender, e della pubblica amministrazione, con le c.d. unioni civili, offrono nuove occasioni di disagio. L’esperienza di ordinamenti nei quali sono stati introdotti il matrimonio fra persone dello stesso sesso o l’unione civile similmatrimoniale non rassicurano: Kim Davis, l’impiegata dello Stato del Kentucky, è finita in carcere per aver opposto un diniego alla “celebrazione”, mentre una sua collega nel Regno Unito Lilian Ladele è stata “soltanto” licenziata. Quest’ultimo caso è interessante perché riguardava una unione civile e non un matrimonio, e perché la Corte EDU – cui Ladele si è rivolta – ha escluso lesione di diritti e quindi ha confermato il licenziamento, per l’esplicita ragione che nel Regno Unito manca una norma specifica che autorizzi in questo caso l’obiezione di coscienza.
La materia è da affrontare con razionalità: non sempre è indispensabile invocare l’obiezione quando si possono ritagliare spazi di libertà sul piano strettamente organizzativo. Per questo, nonostante la materia sia stata affrontata più volte in un passato recente e meno recente, il convegno di venerdì la riprende: la principale novità è costituita dalla dilatazione dei terreni di manifestazione del disagio della coscienza. Intelligenza ed equilibrio impongono di individuare percorsi di obiezione quando altri strumenti appaiono inefficaci, non di dilatare aprioristicamente il ricorso a tale diritto, correndo il rischio di vederselo negato anche lì dove vanta una esperienza consolidata.
Il convegno si articola con l’intervento introduttivo del questore della Camera Stefano Dambruoso e il saluto del presidente dell’Ass. Naz. Magistrati Piercamillo Davigo, che saranno seguiti dalle relazioni del direttore dell’European Centre for Law and Justice Grégor Puppinck e del consigliere della Corte di Cassazione Giacomo Rocchi. Sarà poi la volta di una serie di testimonianze dai settori interessati in modo diretto o indiretto dal conflitto fra la norma di legge e la coscienza personale: dei problemi esistenti nelle scuole col gender parlerà il presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli Massimo Gandolfini; delle difficoltà dei medici, non soltanto in Italia, tratterà il segretario generale della Federazione internazionale delle Associazioni dei Medici cattolici Ermanno Pavesi; ai farmacisti sarà dedicato l’intervento del presidente dell’Unione cattolica Farmacisti italiani Pietro Uroda; della situazione di taluni pubblici ufficiali, in primis i sindaci e i segretari comunali, tratterà il dirigente della P.A. Paolo Maria Floris. La relazione conclusiva sarà di Mauro Ronco, ordinario di diritto penale a Padova e presidente del Centro studi Livatino, mentre il coordinamento dei lavori è affidato a Domenico Airoma, Filippo Vari e Alfredo Mantovano, vicepresidenti del Centro Studi.
Ott 19, 2016
Unioni civili: convegno centro Livatino,’ obiezione coscienza’
Venerdì alla Camera con Davigo, Dambruoso e Gandolfini
(ANSA) – ROMA, 17 OTT – Il conflitto fra la norma di legge e la coscienza personale: dai problemi nelle scuole, a seguito dell’ insegnamento del gender, alle difficoltà dei medici a causa delle legislazioni abortiste ed eutanasiche, alla realtà in cui si trovano ad operare sindaci e segretari comunali dopo l’ approvazione della legge sulle unioni civili. Questi i temi del convegno annuale del centro studi Livatino che si terrà venerdì 21 ottobre nell’ Aula dei Gruppi della Camera dei Deputati. Il convegno, dal titolo ‘ Coscienza senza diritti?’, sarà aperto dal questore della Camera Stefano Dambruoso e da un saluto del presidente dell’ Associazione Nazionale Magistrati Piercamillo Davigo. Tra gli altri interventi quello del consigliere della Corte di Cassazione Giacomo Rocchi, del presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli Massimo Gandolfini; del segretario generale della Federazione internazionale delle Associazioni dei Medici cattolici Ermanno Pavesi. Ai farmacisti, in Italia “non tutelati da alcuna norma di legge nonostante la distribuzione attraverso le farmacie di “prodotti” abortivi”, sarà dedicato l’ intervento del presidente dell’ Unione cattolica Farmacisti italiani Pietro Uroda. La relazione conclusiva sarà di Mauro Ronco, ordinario di diritto penale a Padova e presidente del Centro studi Livatino, mentre il coordinamento dei lavori sarà affidato a Domenico Airoma, Filippo Vari e Alfredo Mantovano, vicepresidenti del Centro Studi.
Giustizia: venerdì convegno Centro Studi Livatino su obiezione coscienza
Roma, 17 ott. – (AdnKronos) – “Coscienza senza diritti?”. E’ il titolo del convegno, sul tema dell’ obiezione di coscienza, organizzato dal Centro studi Livatino, che si terrà venerdì, con inizio alle 15, nell’ Aula dei gruppi di Montecitorio. Dopo l’ intervento introduttivo del questore della Camera Stefano Dambruoso e il saluto del presidente dell’ Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo, svolgeranno relazioni il direttore dell’ European Centre for Law and Justice Grégor Puppinck e il consigliere della Corte di Cassazione Giacomo Rocchi.
Seguirà una serie di testimonianze da vari settori interessati, in modo diretto o indiretto, dal conflitto fra la norma di legge e la coscienza personale: dei problemi esistenti nelle scuole, a seguito della diffusione dell’ ‘insegnamento’ del gender, parlerà il presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli Massimo Gandolfini; delle difficoltà dei medici, non soltanto in Italia, a causa delle legislazioni abortiste ed eutanasiche, tratterà il segretario generale della Federazione internazionale delle Associazioni dei Medici cattolici Ermanno Pavesi. Ai farmacisti, in Italia non tutelati sul punto da alcuna norma di legge nonostante la distribuzione attraverso le farmacie di ” prodotti” abortivi, sarà dedicato l’ intervento del presidente dell’ Unione cattolica Farmacisti italiani Pietro Uroda; della situazione di taluni pubblici ufficiali, in primis i sindaci e i segretari comunali, dopo la recente approvazione della legge sulle unioni civili, tratterà il dirigente della Pa Paolo Maria Floris.
La relazione conclusiva sarà di Mauro Ronco, ordinario di diritto penale a Padova e presidente del Centro studi Livatino, mentre il coordinamento dei lavori è affidato a Domenico Airoma, Filippo Vari e Alfredo Mantovano, vicepresidenti del Centro Studi.
Il tema, sottolinea il centro Studi Livatino in una nota di presentazione del convegno, “è sempre più attuale, dopo una serie di episodi di palese discriminazione a causa della coscienza accaduti in Stati occidentali, con l’approvazione della leggi che confliggono con i principi del diritto naturale e con la stretta sul piano amministrativo che interessa in particolare medici e farmacisti”.
(Red/AdnKronos)