Per la Cassazione è legittimo rifiutarsi di lavorare la domenica

Pubblichiamo la sentenza n. 3416/2016 con la quale la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da Poste Italiane contro una sentenza della Corte d’Appello di Milano che aveva a sua volta confermato la sentenza del Tribunale di Milano, che aveva respinto la domanda di accertamento di Poste Italiane diretta a

(altro…)

Matrimonio omosessuale imposto senza discussione e in violazione della Costituzione

Il ddl Cirinnà non è stato discusso in Commissione Giustizia al Senato: e ciò benché – come ha più volte ribadito l’allora presidente della Commissione Nitto Palma – non sia mai stata attivato un ostruzionismo. Non è stato finora discusso nell’Aula del Senato: e ciò benché sia stato ritirato il 90% degli emendamenti presentati. Quanto prospettato dal Governo – un maxiemendamento sul quale porre la questione di fiducia – , invece che sanare rende ancora più evidente la violazione dell’art. 72 della Costituzione, delle norme regolamentari del Senato che di esso costituiscono attuazione e della prassi pluridecennale: secondo le quali la fiducia interviene sempre su un testo che è stato discusso e votato almeno in Commissione. La Corte costituzionale ha censurato leggi che non abbiano rispettato quest’iter. Ancora più singolare è che la questione di fiducia avvenga su un articolato per la prima volta presentato da un Governo che finora aveva dichiarato di non esprimere il proprio parere sugli emendamenti per rispetto della volontà del Parlamento. Non ci sono precedenti di un tale disprezzo per la volontà del Parlamento, che non è stata posta in condizione di esprimersi neanche sul 1° comma del 1° articolo del ddl. Il matrimonio fra persone dello stesso sesso viene imposto per diktat e senza il minimo confronto nel merito. Lo dichiara il prof. Filippo Vari, a nome del Centro studi Livatino di cui è vicepresidente: il Centro studi nei giorni scorsi ha raccolto 600 firme di giuristi in calce a un appello fortemente critico del ddl Cirinnà.
 

Unioni civili: Centro Livatino, sorprende posizione Avvocatura

Unioni civili: Centro Livatino,sorprende posizione Avvocatura ‘ Esprime valutazioni metagiuridiche che non le competono’

(ANSA) – ROMA, 20 FEB – “Il Centro studi Livatino – che nei giorni scorsi ha raccolto 600 firme di giuristi in calce a un appello critico verso il ddl Cirinnà – manifesta sorpresa per la posizione espressa dall’ Avvocatura generale dello Stato, nel giudizio davanti alla Corte costituzionale di mercoledì prossimo, che avrà per oggetto la stepchild adoption”. Lo afferma in una nota il presidente del Centro Livatino Mauro Ronco.
“Il caso é quello di due donne conviventi ciascuna delle quali ha un proprio figlio, che in Oregon (Usa) sono state reciprocamente riconosciute madri adottive dell’ altro figlio”, ricorda Ronco. “Il Tribunale per i minori di Bologna, città nella quale le due donne si sono trasferite, richiesto di riconoscere l’ adozione ‘ incrociata’ anche in Italia, ha mandato gli atti alla Consulta, ritenendo che la legge italiana non consente tale possibilità, e ha ravvisato in ciò una illegittimità costituzionale. Stando a la Repubblica di oggi, che riporta testualmente vari passaggi della memoria, L’ Avvocatura dello Stato – prosegue il Centro studi Livatino – ha chiesto alla Corte l’ inammissibilità del ricorso sostenendo che già adesso la stepchild adoption sarebbe riconosciuta dall’ ordinamento italiano; tale possibilità, secondo la stessa Avvocatura, non sarebbe contraria ‘ ai principi del diritto di famiglia e del minore’, mentre costituirebbe un ‘ diffuso pregiudizio sociale sull’ argomento’ che l’ equilibrio del bambino non sia garantito da una coppia omogenitoriale”. La sorpresa, sottolinea il Centro Livatino, deriva dunque dal fatto che: “l’ Avvocatura dello Stato esprime valutazioni metagiuridiche che non le competono; fonda la sua valutazione sulle due sentenze del Tribunale per i Minori di Roma, attualmente minoritarie e contraddette dall’ orientamento prevalente nella Cassazione; la sua posizione, che é formalmente quella del Governo – visto che le indicazioni politiche le provengono dalla Presidenza del Consiglio – avviene su mandato di un Governo che per gli emendamenti sul ddl Cirinnà, e quindi anche sulla stepchild adoption, ha sempre sostenuto di rimettersi all’ Aula del Senato, e quindi di non esprimersi nel merito”. (ANSA).

Centro studi Livatino: sorpresa per la posizione dell’Avvocatura dello Stato favorevole alla stepchild adoption

Il Centro studi Livatino – che nei giorni scorsi ha raccolto 600 firme di giuristi in calce a un appello critico verso il ddl Cirinnà – manifesta sorpresa per la posizione espressa dall’Avvocatura generale dello Stato, nel giudizio davanti alla Corte costituzionale di mercoledì prossimo, che avrà per oggetto la stepchild adoption. Il caso è quello di due donne conviventi ciascuna delle quali (altro…)