L’aborto non può essere un diritto. E scriverlo in Costituzione è un oltraggio per la ragione naturale e la morale

L’aborto non può essere un diritto. E scriverlo in Costituzione è un oltraggio per la ragione naturale e la morale

1. Non posso astenermi dal deplorare pubblicamente l’ingiustizia morale e giuridica della legge che la Repubblica francese ha promulgato l’8 marzo 2024 che proclama essere l’aborto un diritto costituzionale. L’introduzione di tale «diritto» è avvenuta con l’inserzione nell’art. 34 della Costituzione della seguente frase: “La loi détermine les conditions dans lesquelles s’exerce la liberté garantie à la femme d’avoir recours à une interruption volontaire de grossesse”.

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La tutela del concepito tra diritto romano e Costituzione ungherese

La tutela del concepito tra diritto romano e Costituzione ungherese

Che cosa c’è di così intollerabile, come è stato presentato sui media, nella  decisione delle autorità ungheresi riguardanti l’informazione sulla vitalità del concepito per la gestante che intende abortire? Vi è di sicuro coerenza con la Costituzione in vigore dal 2011 nella nazione magiara e con una tradizione romanistica di protezione del nascituro.

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Aborto a San Marino, quando l’ideologia si mostra patetica

Aborto a San Marino, quando l’ideologia si mostra patetica

Nella serata di ieri, 31 agosto, la piccola Repubblica ha approvato la legge sull’aborto con 32 voti a favore, 7 contrari, 10 astenuti e 10 assenti. Essa in parte copia la 194, in parte la peggiora. Alla base di questa normativa non vi è alcuna esigenza, se non ideologica.

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