Migranti, diritti e Stati
Il contrasto fra il diritto dei migranti alla protezione internazionale con quello degli Stati alla protezione dei propri confini. Un primo punto di situazione.
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Il contrasto fra il diritto dei migranti alla protezione internazionale con quello degli Stati alla protezione dei propri confini. Un primo punto di situazione.
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Note a margine della voce “Autorità” di Augusto del Noce (voce dell’Enciclopedia del Novecento della Treccani).
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Viene qui presentato un testo di recente pubblicazione dedicato alle implicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’ambito del Diritto del lavoro e della Direzione e gestione delle Risorse umane. Il contributo si aggiunge a quelli già pubblicati in questo sito per una riflessone sul tema dell’IA e delle sue possibili applicazioni in diversi ambiti. Una serie che ha preso le mosse dall’inquadramento della problematica https://www.centrostudilivatino.it/le-frontiere-giuridiche-dellintelligenza-artificiale-1/, è proseguita con l’illustrazione dei rischi di deformazione della funzione del giudice https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-ed-emulazione-della-decisione-del-giudice-2/, col cenno all’esperienza avviata nella Corte di appello di Brescia https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-e-giustizia-lesperimento-della-corte-di-appello-di-brescia-3/, e coi principi che devono accompagnare questi nuovi strumenti tecnologici, https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-e-giustizia-i-principi-della-carta-etica-europea-4/. e che si è conclusa sottolineando le sfide e i pericoli che sono all’orizzonte, anche alla luce di esperienze provenienti dalla Cina https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-e-giustizia-judex-ex-machina-5/. Successivamente con le riflessioni del Dott. Agnoli, già presidente di sezione alla Corte di appello di Bologna e componente del CSM, sui rischi dell’utilizzo dell’IA nell’ambito giudiziario https://www.centrostudilivatino.it/ancora-sulle-nuove-frontiere-dellintelligenza-artificiale-machina-delinquere-non-potest/. Ancora, sull’uso dei social e l’impatto dell’AI sulle professioni https://www.centrostudilivatino.it/uso-dei-social-e-impatto-dellai-sulle-professioni/ e, da ultimo, sugli interventi al Convegno “L’essenza dell’intelligenza artificiale. Strumento o limite per la libertà?” svoltosi al Meeting di Rimini ad agosto 2024 e con recensione al volume di Paolo Benanti “Le macchine sapienti. Intelligenze artificiali e decisioni umane” https://www.centrostudilivatino.it/macchine-sapienti-intelligenze-artificiali-e-decisioni-umane/.
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Note a margine di un articolo di Chiara Lalli del 30 ottobre scorso.
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Il diritto alla vita costituisce il primo dei diritti fondamentali, in quanto presupposto per il godimento di tutti gli altri. Esso appartiene all’insieme dei diritti inviolabili della persona “che occupano nell’ordinamento una posizione, per dir così, privilegiata, in quanto appartengono – per usare l’espressione della sentenza n. 1146 del 1988 – «all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana»”, che “non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali” (Corte cost., sent. n. 35 del 1997). Il diritto alla vita non è solo inviolabile, ma presenta anche i caratteri della indisponibilità e della irrinunciabilità.
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Introduzione
Negli ultimi decenni si è verificata un’evoluzione significativa del concetto di dipendenza. Inizialmente associato all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, oggi il termine comprende una vasta gamma di comportamenti che, pur non essendo correlati all’uso di sostanze, presentano caratteristiche simili alle dipendenze classiche. Le “nuove dipendenze” (o “new addictions”) riguardano comportamenti che, sebbene socialmente accettati, possono compromettere seriamente la qualità della vita degli individui, interferendo con il loro equilibrio psico-sociale.
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Un grave pericolo per la pace e per la democrazia.
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Ricordo di S. Giovanni Paolo II, memoria liturgica 22 ottobre.
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«Was ist Aufklärung?», cioè «cosa è l’illuminismo?», si chiedeva Immanuel Kant nel 1784; oggi ci si può porre, invece, il seguente quesito: was ist richterliche Aufklärung?, cioè cosa è l’illuminismo giudiziario?
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Ma non è mai troppo tardi per iniziare ad esserlo.
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