Bambini in guerra

Bambini in guerra

Le maggiori violazioni dei diritti dei bambini sono causate dalle guerre e dal mancato rispetto del diritto internazionale umanitario (ulteriori riflessioni a margine della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza).

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Registro dei titolari effettivi ai fini antiriciclaggio, scatta l’obbligo di comunicazione

Registro dei titolari effettivi ai fini antiriciclaggio, scatta l’obbligo di comunicazione

Lo scorso 9 ottobre 2023 è stato pubblicato in G.U. il Decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di data 29 settembre 2023, che contiene l’attestazione di operatività del sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva e  consente la definitiva attuazione delle disposizioni della direttiva europea antiriciclaggio.

Dalla data  di  pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale del provvedimento decorre il termine  perentorio per effettuare le comunicazioni dei dati in relazione alla titolarità effettiva delle persone giuridiche e dei Trust e figure affini.

Sulla possibilità del libero accesso ai dati ha pesato la sentenza della Corte di Giustizia UE  dello scorso novembre 2002 che ha ravvisato nel sistema originariamente previsto una grave ingerenza nei diritti fondamentali al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali.

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Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

La Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza vuole essere un’occasione per riflettere sulla condizione dei bambini e degli adolescenti, sul rispetto dei loro diritti e sugli interventi necessari per garantire una crescita sana ed equilibrata a tutti i bambini ed adolescenti.

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Il dovere di segretezza e riservatezza dell’avvocato

Il dovere di segretezza e riservatezza dell’avvocato

Il contributo inquadra i doveri di segretezza e riservatezza dell’avvocato, tratteggiandone in termini generali i contenuti e, attraverso richiami alla giurisprudenza del Consiglio Nazionale Forense, approfondisce più specificamente i tratti di quel riserbo che è richiesto all’avvocato e che resta ancor oggi un argine contro la banalizzazione dell’esperienza giudiziaria e, in ultima istanza, della Giustizia.

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Ore di attesa e speranza di vita (spes vitae)?

Ore di attesa e speranza di vita (spes vitae)?

Per i giudici inglesi la piccola Indi Gregory di otto mesi deve morire. In proposito, su un quotidiano, è apparsa un’intervista a uno studioso di Filosofia del diritto, allievo della gloriosa scuola di Sergio Cotta, che è stato molti anni membro e poi presidente del Comitato nazionale di bioetica. Il prof. D’Avack non solo condivide la decisione, ma addirittura aggiunge: “non stiamo salvando una bambina da una guerra o da una pericolosa epidemia, ma vogliamo strapparla a uno degli ospedali pediatrici migliori del mondo, dove eccellenti medici hanno decretato che tenerla in vita attaccata a delle macchine è disumano”. Aggiunge D’Avack: “Questa è la vera pietas. Non l’atto ipocrita di un governo che in otto minuti dà la cittadinanza italiana a una bambina inglese che nel suo Paese ha tutte le cure possibili”. Anche l’utilizzo di pietas, a ben vedere è errato e fuorviante: il termine indica il rispetto, sentimento religioso, amore, affetto, fedeltà, senso del dovere, la devozione verso gli dei: tutto ciò che comporta l’adoperarsi per salvare vite e sicuramente non eliminarle.

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La Corte costituzionale sul caso Regeni: una pronuncia discutibile e pericolosa

La Corte costituzionale sul caso Regeni: una pronuncia discutibile e pericolosa

  1. E’ stata depositata il 26 ottobre scorso la sentenza n. 192/2023 della Corte costituzionale con la quale, secondo quanto testualmente affermato nel dispositivo, viene dichiarata “l’illegittimità costituzionale dell’art. 420-bis, comma 3, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice procede in assenza per i delitti commessi mediante gli atti di tortura definiti dall’art. 1, comma 1, della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, adottata a New York il 10 dicembre 1984, ratificata e resa esecutiva con legge 3 novembre 1988, n. 498, quando, a causa della mancata assistenza dello Stato di appartenenza dell’imputato, è impossibile avere la prova che quest’ultimo, pur consapevole del procedimento, sia stato messo a conoscenza della pendenza del processo, fatto salvo il diritto dell’imputato stesso a un nuovo processo in presenza per il riesame del merito della causa”.

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