Giu 2, 2018
Articolo di Alfredo Mantovano*, pubblicato il 2 giugno 2018 su Il Tempo.
Caro Ministro Fontana, lei ha le spalle larghe e il buon umore veronese per non curarsi dei primi commenti critici al suo inserimento nel nuovo governo con la delega alla famiglia e alle disabilità: i giornali dell’establishment la descrivono con discredito come un cattolico (è grave), preoccupato per la denatalità (è molto grave), pro life e pro family (qui siamo al vertice del politically incorrect). Sa bene che quella parte di italiani che non ha accesso ai media e che trascorre la giornata dividendosi fra lavoro e figli, soprattutto quando ci sono difficoltà serie nel nucleo familiare, guarda a lei con fiducia. Il popolo del Family day ha seguito con attenzione la sua attività fino a questo momento, e si attende che gli impegni da lei assunti si traducano in qualcosa di concreto: non da un momento dall’altro, non puntando a quel tutto e subito che sta nei comizi ma è lontano dalla realtà, e sapendo che la sua delega non ha portafoglio, quindi ha possibilità operative limitate. E però, in un esecutivo che su vita e famiglia ha al proprio interno posizioni differenti, se non contrapposte, il suo ruolo è cruciale: la attende la sfida di diventare sul fronte della demografia il collante della coalizione per invertire il trend di decrescita infelice che finora ha riguardato l’Italia più di altre Nazioni. Il primo banco di prova sarà la prossima legge di stabilità, e quel che di strategico riuscirà a recuperare in termini di risorse per rendere meno complicata la vita delle famiglie italiane. In bocca al lupo!
*Ex sottosegretario all’Interno
Mag 31, 2018
Intervista di Caterina Giojelli al procuratore Domenico Airoma, del Centro Studi Livatino, pubblicata il 30 maggio 2018 su Tempi.
L’appiglio è sempre lo stesso: è contro la legge, è un reato, non è riconosciuta in Italia, ma basta andare in un paese estero in cui la maternità surrogata è stata legittimata per tornare in patria con un bimbo in braccio. Eppure non si infrange solo la legge. Eppure a fare le spese dell’uso dei corpi degli adulti per soddisfare il desiderio di un figlio è il bimbo stesso. Non lo dice la morale cattolica, lo dice la legge a cui una certa parte di magistrati sembra (altro…)
Mag 29, 2018
Riceviamo da S.Ecc. Mons Giampaolo Crepaldi, e con gratitudine pubblichiamo, la puntuale riflessione che segue sul referendum irlandese in tema di aborto e sulla legge italiana 194/78.
Dichiarazione dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi nel 40mo anniversario della legge 194 e all’indomani del referendum in Irlanda
Nei giorni scorsi, precisamente il 22 maggio 2018, è ricorso il quarantesimo anniversario dell’approvazione da parte del Parlamento italiano della legge 194 che ha introdotto nell’ordinamento del nostro Paese l’interruzione volontaria della gravidanza, ossia l’aborto. (altro…)
Mag 28, 2018
* in esclusiva per questo sito *
Dopo il “sì” al divorzio, dunque, giunto all’esito del referendum indetto nel 1995, e quello al matrimonio tra persone dello stesso sesso, di soli tre anni fa, l’Irlanda compie un nuovo, “attesissimo passo avanti”, nel cammino verso la “modernizzazione” in senso laicista delle sue istituzioni, epifenomeno chiaro di un cambiamento ben più profondo in atto nel Paese, rinviante ad un processo di secolarizzazione che sta investendo la cultura e il sentire morale di un popolo, anche grazie alle iniziative, considerevoli e ben note, messe in campo dall’attivismo lobbista internazionale (altro…)
Mag 28, 2018
Articlo di Alfredo Mantovano, pubblicato il 27 maggio 2018 su Tempi.
Per un singolare paradosso, dopo il voto di venerdì la “cattolica Irlanda” appare ancora più vicina all’odiata Inghilterra che decreta la morte di un bambino di 23 mesi perché disabile, che a Nazioni più distanti geograficamente – penso alla Polonia o all’Ungheria -, al cui interno la sensibilità pro life cresce e trova interessanti sponde politiche. A Dublino le sponde politiche sono invece cadute: quel Leo Varadlcar che oggi, da primo ministro, (altro…)
Mag 25, 2018
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
La proposta di legge “Norme in materia di concreta attuazione della legge 194/78”, avanzata dal gruppo LeU, puntava a obbligare la Regione Puglia ad aggirare il diritto all’obiezione di coscienza per il personale medico e paramedico previsto dalla legge 194 attraverso la creazione di liste di medici obiettori, concorsi per non obiettori, misure amministrative (trasferimenti ed altro) in danno del personale obiettore.
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Mag 15, 2018
Articolo di Andrea Mariotto pubblicato sul sito dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân .
“In nome della legge. Quando il diritto va contro la vita” è il tema sul quale è intervenuto, lunedì 7 maggio 2018 a Bassano del Grappa, il prof. Mauro Ronco, insigne penalista e presidente del Centro Studi Rosario Livatino, invitato dalla Scuola di Cultura Cattolica. (altro…)
Mag 14, 2018
Nel pomeriggio di sabato 12 maggio si è tenuta a Roma la manifestazione Mai più un altro Charlie Isaiah e Alfie!, organizzata da Steadfast onlus. Ecco l’intervento pronunciato nell’occasione da Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro studi Livatino, che ha aderito alla manifestazione.
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Mag 1, 2018
Pubblichiamo l’intera documentazione relativa ai provvedimenti giudiziari pronunciati dai giudici inglesi sulla vicenda del piccolo Alfie (cliccare sui singoli titoli per visualizzare i vari documenti).
2018.02.20 – Alder Hey Children’s NHS Foundation Trust v Evans & Anor [2018] EWHC 308 (Fam)
2018.03.06 – E (A Child), Re [2018] EWCA Civ 550
2018.03.20 – Supreme Court United Kingdom, In the matter of Alfie Evans, Appeal Refused
2018.03.28 – Evans v. the United Kingdom – 14238_18 (inadmissible) [2018] ECHR 297
2018.04.11 – Alder Hey Children’s NHS Foundation Trust v Evans & Ors [2018] EWHC 818 (Fam)
2018.04.16 – Evans & Anor v Alder Hey Children’s NHS Foundation Trust & Ors [2018] EWCA Civ 805
2018.04.24 – Alder Hey Children’s NHS Foundation Trust v Evans & Anor [2018] EWHC 953 (Fam)
Apr 27, 2018
di Alfredo Mantovano *
- Parigi, 2 settembre 1792. Davanti al Tribunale rivoluzionario, costituito da pochi giorni, viene giudicato il maggiore Bachmann, guardia svizzera del Re. Mentre i giudici interrogano alcuni soldati svizzeri, tratti in arresto il 10 agosto precedente e chiamati a testimoniare contro il loro capo, una folla di sanculotti, che da (altro…)