L’Orestea di Eschilo: la città, il nomos, la misura

L’Orestea di Eschilo: la città, il nomos, la misura

La trilogia eschilea dell’Orestea (458 a.C.) mette in scena la metamorfosi più radicale dell’esperienza politico-giuridica occidentale: il passaggio dal ciclo infinito della vendetta fra i membri del ghénos all’orizzonte del nomos cittadino. Attraverso la vicenda di Agamennone, Clitennestra e Oreste, Eschilo rappresenta la nascita della giustizia pubblica, affidata all’Areopago istituito da Atena. Tale dispositivo tragico rivela che la città sussiste solo come comando della misura, capace di vincere la hýbris aristocratica e di sottrarre la sfera domestica (l’oîkos) alla deriva dell’odio privato. L’articolo, in cinque snodi tematici, indaga la tensione fra potere divino e istituzione umana, la dialettica vendetta-diritto, la funzione di Atena come lógos moderatore e la fragile “fondazione” di una giustizia che, pur nata dal sacro, può sopravvivere soltanto come esercizio umano di autolimitazione.

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La legge e la grazia: Jean Valjean e l’abisso della giustizia

La legge e la grazia: Jean Valjean e l’abisso della giustizia

I Miserabili di Victor Hugo come riflessione profonda sul rapporto tra diritto, giustizia e misericordia. Attraverso le figure di Jean Valjean e Javert, il romanzo mette in scena l’aporia tra legge e grazia, legalità e redenzione. Una fenomenologia etico-politica ancora attuale, che interroga il fondamento stesso del potere punitivo.

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La fattoria degli animali: la tragedia della sovranità tradita

La fattoria degli animali: la tragedia della sovranità tradita

Il presente contributo propone un’analisi filosofica del romanzo La fattoria degli animali di George Orwell, letta come una parabola sulla degenerazione dei sistemi ideologici e sulla crisi della verità nell’epoca del potere totalitario. Al centro della riflessione vi è la progressiva trasformazione del linguaggio e del pensiero, che attraverso una retorica manipolatoria e una riscrittura della memoria collettiva, rende possibile l’instaurarsi di una realtà fittizia in cui il dominio si maschera da liberazione. Ispirandosi alle categorie foucaultiane di biopolitica e discorso, il saggio indaga il ruolo della narrazione nella produzione della soggettività e nella giustificazione dell’oppressione, mettendo in luce la sostituzione del vero con il verosimile, del giusto con l’utile.

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Memorie di Adriano: potere, legge e forma dell’umano

Memorie di Adriano: potere, legge e forma dell’umano

Il romanzo storico-filosofico di Marguerite Yourcenar offre il pretesto per interrogare – con lo sguardo disincantato di un giurista e filosofo – la natura del potere imperiale, la tensione fra legge e libertà, il destino dell’Europa come spazio di mescolanza culturale. L’Adriano ricostruito dalla scrittrice francese si rivela paradigma di un sovrano che, pur possedendo il monopolio della forza, tenta di fondare la propria autorità su una legge interiore e su una ragione dialogica. Attraverso cinque snodi tematici, l’articolo mette a fuoco l’attualità del testo: la crisi dell’imperium, la ricerca di giustizia oltre il formalismo giuridico, l’idea di tolleranza come esercizio di misura, la dialettica fra memoria e identità, infine il tentativo – tragico – di coniugare potere e saggezza.

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La legge e la grazia: Jean Valjean e l’abisso della giustizia

La legge e la grazia: Jean Valjean e l’abisso della giustizia

I Miserabili di Victor Hugo come riflessione profonda sul rapporto tra diritto, giustizia e misericordia. Attraverso le figure di Jean Valjean e Javert, il romanzo mette in scena l’aporia tra legge e grazia, legalità e redenzione. Una fenomenologia etico-politica ancora attuale, che interroga il fondamento stesso del potere punitivo.

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Il Giorno del Giudizio di Salvatore Satta: il tribunale dell’esistenza tra diritto e destino

Il Giorno del Giudizio di Salvatore Satta: il tribunale dell’esistenza tra diritto e destino

Il giorno del giudizio, pubblicato postumo nel 1977, è l’unico romanzo di Salvatore Satta, illustre giurista e fine teorico del diritto. Benché l’opera sia profondamente letteraria, essa è anche la sintesi estrema di una riflessione giuridica e filosofica maturata nell’arco di una vita. Ambientato a Nuoro, città natale dell’autore, il romanzo non si limita a rievocare una realtà paesana ormai scomparsa, ma eleva quel microcosmo a paradigma universale dell’esistenza umana. Satta osserva, registra, riflette: ogni personaggio, ogni evento, ogni gesto quotidiano diventa un tassello di un più ampio mosaico morale e metafisico. Il libro si presenta come un’indagine sul senso della vita e della morte, sulla giustizia e sul destino, sulle illusioni dell’uomo e sull’ineluttabilità del giudizio finale.

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Giustizia in Mare Aperto: Il Naufragio dell’Etica in Billy Budd

Giustizia in Mare Aperto: Il Naufragio dell’Etica in Billy Budd

In questo articolo si esplora Billy Budd di Herman Melville come dramma dell’etica tragica, dove il conflitto tra legalità e giustizia si manifesta nella forma pura del destino tragico. Il giovane marinaio diventa figura cristica e prometeica, mentre il capitano Vere incarna la lacerazione moderna tra norma e coscienza. Un romanzo breve che interroga radicalmente il fondamento stesso della Legge.

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Faust e il giudizio dell’infinito: il tragico come limite del diritto moderno

Faust e il giudizio dell’infinito: il tragico come limite del diritto moderno

Il Faust di Goethe rappresenta una delle più profonde riflessioni sul soggetto moderno, sul patto come fondamento giuridico e sulla colpa come destino. Questo articolo indaga la figura di Faust come paradigma della volontà assoluta, capace di creare e distruggere. Il contratto con Mefistofele è qui letto come metafora della modernità giuridica, fondata sull’autonomia senza misura. La tragedia di Margherita rivela il lato oscuro della libertà moderna. Il diritto, per non divenire pura tecnica, deve tornare a interrogarsi sul limite e sul sacro.

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Giobbe e l’enigma della giustizia. Il silenzio di Dio e il diritto dell’innocente

Giobbe e l’enigma della giustizia. Il silenzio di Dio e il diritto dell’innocente

Giobbe. Romanzo di un uomo semplice di Joseph Roth è la parabola di Mendel Singer, novello Giobbe novecentesco, si analizza l’enigma della sofferenza dell’innocente e l’impotenza del diritto davanti all’assurdo, al male e al silenzio del divino. Il testo diventa figura tragica e profetica della crisi del moderno, del tramonto delle certezze religiose e giuridiche, là dove né il diritto umano né la Legge divina sembrano più garantire salvezza o senso. Giobbe è l’innocente che grida: e la sua voce resta sospesa nel vuoto, come interrogazione irriducibile per ogni filosofia della giustizia.

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La legge del silenzio: metafisica della giustizia ne Il giorno della civetta

La legge del silenzio: metafisica della giustizia ne Il giorno della civetta

Nel romanzo Il giorno della civetta (1961), Leonardo Sciascia non offre soltanto una denuncia sociale del fenomeno mafioso: costruisce una meditazione metafisica sulla giustizia, sul potere e sull’impossibilità della verità nel mondo moderno. Il testo si configura come una parabola kafkiana, dove l’investigazione giudiziaria diventa una discesa in un sistema parallelo, invisibile, retto da logiche occulte e da un “tribunale del silenzio”.

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