Giu 4, 2024
“La verità” di Luigi Pirandello è una novella che esplora le complesse dinamiche tra il formalismo giuridico e la verità vera. Attraverso il protagonista, Pirandello mette in luce come la verità giudiziale, definita e limitata dalle rigide norme giuridiche, spesso differisca dalla verità sostanziale, quella più profonda e sfuggente che risiede nella soggettività umana. Il formalismo giuridico, rappresentato dalla figura del giudice e dalle procedure processuali, appare inadeguato a cogliere la complessità della condizione umana e la mutevolezza della verità individuale. Pirandello, con la sua caratteristica ironia e acutezza psicologica, critica l’incapacità del sistema giudiziario di raggiungere una giustizia autentica, sottolineando l’ambiguità e la relatività della verità stessa. La novella diventa così un potente strumento di riflessione sulle limitazioni della legge e sull’eterna ricerca della verità autentica nell’esperienza umana.
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Mag 13, 2024
La giustizia non è forse simboleggiata anche come una dea bendata per indicare la sua imparzialità, come comunemente si sostiene. Tuttavia, in una poesia di Edgar Lee Masters inclusa nell’Antologia di Spoon River, la benda assume un significato radicalmente diverso e intrinsecamente negativo. Nella poesia, la benda è strappata dagli occhi della figura femminile che rappresenta la Giustizia, rivelando ciglia “corrose sulle palpebre marce” e “le pupille bruciate da un muco latteo”. Nonostante queste evidenti deformità, la Giustizia non viene impedita dal commettere atti di violenza contro i più deboli, tra cui “un bimbo… un operaio… una donna… un folle…”, e dall’essere corrotta dai potenti, coloro che, gettando monete, riescono ad evitare i colpi della sua spada.
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Mag 1, 2024
Saruman emerge quale allegoria incarnata del potere intriso nell’implacabile abbraccio della tecnologia, incarnando il logos disumanizzante che dilaga e devastando ogni cosa, ignorando completamente i confini etici. La caduta di Saruman e la sua mente meccanica, intrisa di ingranaggi e ruote, si ergono come emblematici simboli della contemporaneità. Tolkien, con ferma determinazione, condanna l’errata percezione che l’industrialismo moderno possieda una superiorità intrinseca nel panorama terreno e si oppone fermamente alla concezione del ritorno alla natura come mera e ingenua forma di fuga. L’autodisciplina morale si configura come l’unico baluardo genuino contro l’arroganza della scienza, quando questa viene distorta per servire come strumento sinistro per l’egemonia dell’uomo sull’uomo e come sacrilega parodia della divinità.
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Mar 13, 2024
Per Tolkien, emerge una concezione filosofica priva di dualismo manicheo, in cui non si delineano divinità del bene e del male. Il suo fondamento teologico si ispira al pensiero cristiano, da Sant’Agostino a San Tommaso: l’Ente Supremo ha plasmato ogni entità come intrinsecamente buona, omnia bona, ma ha concesso il dono della libertà decisionale.
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Mar 8, 2024
Nella novella “Il gancio” (1902), successivamente rinominata “Il dovere del medico” (1911) Pirandello pone l’accento sulla responsabilità etica di un medico nei confronti della vita umana. E sorge un dilemma morale: il medico ha il dovere di preservare vite, ma ha anche il diritto di restituire alla vita chi ha deliberatamente deciso di privarsene?
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Mar 2, 2024
Per Tolkien, emerge una concezione filosofica priva di dualismo manicheo, in cui non si delineano divinità del bene e del male. Il suo fondamento teologico si ispira al pensiero cristiano, da Sant’Agostino a San Tommaso: l’Ente Supremo ha plasmato ogni entità come intrinsecamente buona, omnia bona, ma ha concesso il dono della libertà decisionale.
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Feb 23, 2024
Stupri, omicidi, violenze e abusi di ogni genere riempivano i resoconti della Russia tardo-ottocentesca, dipingendo un quadro estremamente difficile della condizione infantile. Dostoevskij affrontò il problema dell’infanzia maltrattata e della sofferenza dei bambini attraverso la sua attività narrativa in una elaborazione personale e intima. Questo tema attraversa la sua copiosa produzione narrativa, con una riflessione sulle condizioni dei minori dal punto di vista giuridico e sociale nella sua opera cronachista e giudiziaria (Diario di uno scrittore) per poi proseguire nel primo romanzo (Povera gente) sino all’ultimo capolavoro (I Fratelli Karamazov).
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Feb 12, 2024
Il componimento di von Kleist si distingue per la sua concisione, delineando un’interessante trama che emerge dall’incontro tra il narratore e un danzatore, denominato signor C. Questi ultimi si immergono in un dialogo riguardante le agilità di alcune marionette e il principio vitale che le muove. In un’acuta conversazione, il ballerino sorprende il suo interlocutore sottolineando come un danzatore, nel suo percorso di perfezionamento, possa trarre preziose lezioni dall’osservazione delle marionette. Il signor C invita, in particolare, a riflettere sull’armoniosa eleganza del loro movimento, intriso di una spontanea grazia. Egli espone come la gestione del centro di gravità di ogni articolazione possa facilitare l’acquisizione del movimento ambìto; inoltre, illustra come la linea lungo la quale transita tale centro di gravità non sia altro che il percorso dell’anima del danzatore, l’elemento che coordina ogni membro in un’espressione coerente. Il signor C prosegue, illustrando un confronto con i movimenti di un celebre ballerino dell’epoca, impersonante Paride nell’atto di offrire la mela a Venere. Si nota in tale esibizione che l’anima del ballerino sembra risiedere, in modo sgradevole alla vista, persino nel gomito. Di fronte allo scetticismo del suo interlocutore, che fatica a credere che in una marionetta possa risiedere più grazia che in un corpo umano, il signor C narra l’episodio di un abile schermidore incapace di colpire un orso. Quest’ultimo, con sorprendente facilità, parava ogni colpo, essendo indifferente alle finte. Questo testo si apre a molteplici interpretazioni, ma quale messaggio trasmette al giurista? A prima vista, sembra non dire nulla di specifico. Tuttavia, esso evoca riflessioni significative. L’analogia presentata pone infatti l’accento sulla dicotomia tra l’essere e il dover essere, tematica che per lunghi anni ha rappresentato una questione spinosa. L’autore, pur non adottando una posizione esplicita, introduce uno spostamento di prospettiva: da una parte tale spostamento può disorientare il giurista, dall’altra lo posiziona in un punto di osservazione privilegiato, da cui può scrutare lo spazio metafisico in cui il diritto prende forma e la giustizia si manifesta.
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Feb 3, 2024
Dino Buzzati scrisse Procedura penale nel 1959, raccontando l’«incubo inquisitorio» in cui viene di colpo a trovarsi la protagonista, la contessa Mauritia Delormes, sottoposta ad un’istruttoria condotta dall’amico Giandomenico, improvvisatosi implacabile ed iniquo accusatore. Il libretto dello scrittore bellunese può anche essere letto come una rappresentazione artistica della «paura del processo» ancora oggi riscontrabile nel dibattito pubblico.
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Dic 30, 2023
La Leggenda del Grande Inquisitore è un capitolo de “I Fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij, uno dei più importanti romanzi della letteratura russa. Questo capitolo è particolarmente noto per la sua profondità filosofica e le complesse riflessioni che suscita. Nella Leggenda, Ivan Karamazov narra a suo fratello Alëša una storia immaginaria ambientata in Spagna durante il XVI secolo, durante l’Inquisizione. La narrazione è una sorta di poema drammatico all’interno del romanzo, ed è incentrata su un incontro tra Gesù Cristo e il Grande Inquisitore. Il Grande Inquisitore, rappresentante dell’autorità religiosa e politica, cattura Gesù appena arrivato a Siviglia e lo imprigiona. Nella prigione, il Grande Inquisitore esprime la sua visione del mondo, critica il messaggio di Gesù e giustifica la sua decisione di imprigionarlo. Secondo il Grande Inquisitore, il messaggio di amore e libertà di Cristo è troppo difficile per la maggior parte delle persone, che cercano invece sicurezza, ordine e autorità. Il Grande Inquisitore sostiene che la Chiesa, assumendo il controllo della fede e imponendo regole e dogmi, sta facendo un favore all’umanità, garantendo così la sua stabilità e proteggendo le persone dalla difficile libertà individuale. Questo brano solleva una serie di questioni filosofiche profonde. Uno dei temi principali è la tensione tra libertà individuale e autorità istituzionale, e il modo in cui la società può cercare di equilibrare questi due elementi. Dostoevskij attraverso la voce del Grande Inquisitore esplora la complessità della natura umana, la nostra tendenza a cercare la sicurezza e l’ordine anche a costo della libertà.
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