Giu 16, 2025
Da tempo sul fine vita il Centro Studi Livatino ha lanciato l’idea di una legislazione che, mantenendo ferma l’inviolabilità del diritto alla vita e il divieto di ogni forma di eutanasia, continui a sanzionare penalmente l’assistenza al suicidio, prevedendo eventualmente in alcune fattispecie una riduzione di pena.
(altro…)
Giu 12, 2025
Questo è il monito della Corte costituzionale. Ma in Toscana sembra rimasto inascoltato.
Un uomo, affetto da morbo di Parkinson, all’età di 64 anni, ha potuto accedere poche settimane fa al suicidio medicalmente assistito secondo le modalità indicate dalla legge regionale della Toscana. È il primo caso dall’approvazione della legge regionale.
Una normativa, quella toscana, che è oggetto di impugnazione innanzi alla Corte costituzionale italiana. La Presidenza del Consiglio ritiene, infatti, la legge illegittima, poiché la materia del fine-vita non rientra tra le competenze della Regione ma è di competenza esclusiva dello Stato, ex art. 117 Cost. La Corte costituzionale sarà chiamata a decidere a breve sulla costituzionalità della legge. Sul tema dell’incompetenza delle Regioni il Centro Studi Livatino ha partecipato alle audizioni nei Consigli regionali e ha pubblicato molti contributi sul proprio sito, ai quali si rimanda per l’approfondimento.
Al di là del singolo caso concreto, nel massimo rispetto per le condizioni di sofferenza umana, appare innanzitutto preoccupante l’atteggiamento di chi ritiene tale morte una vittoria.
Bisogna rifiutare la pressione di derive sociali e culturali che ritengono il suicidio un diritto e la dignità umana un valore graduabile, da proteggere in base alla percezione del singolo e, a ben vedere, sulla base di condizioni personali e sociali. Tali derive che “inducano le persone malate a scelte suicide”, come ha ricordato recentemente la Corte costituzionale nella sent. n. 66 del 2025, dovrebbero, invece, essere contrastate. Esse rappresentano, infatti, uno “scivolamento”, una caduta: segnano la morte di una persona nella vulnerabilità, ma anche la fine della solidarietà sociale e lo stravolgimento del diritto.
La Società italiana di cure palliative ha reso noto ad aprile 2025 che il 70 % dei pazienti non oncologici non ha accesso oggi in Italia alle cure palliative: sono esclusi dai servizi di cura e assistenza, nonostante il diritto sancito dalla legge n. 38 del 2010. La condizione di dolore e di sofferenza, di abbandono, di migliaia di pazienti e delle loro famiglie però non fa notizia. Pazienti con malattie croniche, demenza, malattie neurologiche degenerative e altre malattie rare, che “spesso affrontano anni di sofferenza, di autonomia limitata, di necessità sanitarie e assistenziali senza un supporto adeguato, con sintomi non controllati e famiglie, laddove esistano, lasciate sole ad affrontare il peso emotivo e pratico della malattia”[1].
La notizia è, invece, il primo caso di morte in tempi rapidi, tramite un farmaco-veleno, con l’assistenza dell’Asl, in base alla procedura e a un diritto alla morte sanciti da una legge regionale, di cui si valuterà la legittimità. La prospettiva della morte come unica via di uscita potrebbe, sì, essere, come affermato dalla Consulta, “un irrimediabile abbaglio”: la conseguenza non è però una mera “svista” ma l’irreparabile fine della vita umana.
Centro Studi Rosario Livatino
[1] SICP, Cure Palliative, un diritto universale (ancora) troppo spesso negato, 7 aprile 2025.
Giu 10, 2025
Regolamentazione inizio/fine vita: libertà vs. tutela. Vita bene supremo, non autodeterminazione assoluta. La Corte Costituzionale ribadisce il ruolo delle cure palliative, no al “dovere di morire”.
(altro…)
Giu 5, 2025
Il G.u.p. di Firenze si dichiara incompetente per territorio nel processo contro Marco Cappato: il processo per la morte di Massimiliano torna davanti al giudice prestabilito per legge.
(altro…)
Giu 4, 2025
Certamente no! E’ la risposta del Centro Studi Rosario Livatino che – unitamente a all’Unione per la Promozione Sociale – ODV e al Comitato per la Pubblica Agenda Sussidiaria e Condivisa “Ditelo Sui Tetti (MT 10.27)” –ha depositato in data 3 giugno 2025 l’Opinione di Amicus Curiae nel giudizio di costituzionalità promosso dal Tribunale di Firenze in materia di fine vita.
(altro…)
Mag 21, 2025
La Corte Costituzionale conferma che l’eutanasia non è la soluzione e invita le istituzioni a dare finalmente piena attuazione alle cure palliative.
(altro…)
Apr 29, 2025
Con decreto del 24 aprile 2025 il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna ha disposto la sospensione della delibera della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna n. 194 del 5 febbraio 2024, con cui era stato approvato «il documento recante “Istruzioni tecnico-operative per la verifica dei requisiti previsti dalla sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019 e delle modalità per la sua applicazione”…».
(altro…)
Mar 31, 2025
Al Presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome Massimiliano Fedriga
Ai Presidenti delle Regioni,
Agli Assessori alla Salute delle Regioni
Oggetto: Richiesta di un Atto della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome che ribadisca la priorità assoluta per le politiche della sanità dell’offerta di cure palliative e terapia del dolore, in accordo con l’impegno assunto dallo Stato con la legge n. 38/2020, nel rispetto del fondamentale diritto alla salute garantito dall’art. 32 Cost. e in coerenza con la stessa sentenza 242/19 della Corte Costituzionale
(altro…)
Mar 26, 2025
I signori Maria Letizia Russo, Dario Mongiano, Lorenzo Moscon e P.F. manifestano piena soddisfazione per la decisione assunta all’udienza pubblica del 26 marzo 2025 dalla Corte costituzionale con cui sono stati ammessi al giudizio di costituzionalità promosso dal Tribunale di Milano sull’aiuto al suicidio.
(altro…)