Gen 29, 2024
Con la sentenza n. 43846 del 29.9.2023 e depositata in data 31.10.2023 (Presidente Beltrani, relatore Aielli), la seconda sezione penale della Corte di Cassazione torna a scandagliare il perimetro applicativo dei maltrattamenti in famiglia. Per i giudici di legittimità, infatti, il reato è configurabile anche allorquando la convivenza sia cessata ma permangono rapporti dovuti alla presenza del figlio minore.
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Gen 27, 2024
La città eterna, Roma, si trova in uno stato di dicotomia postbellica: da un lato, si percepisce un fervore rigenerativo, un’energia rinnovatrice che scaturisce dalla fine della guerra; dall’altro, le ombre persistenti della miseria, un retaggio doloroso lasciato dal conflitto che ha sconvolto la nazione. In questo contesto storico complesso, emerge la figura di Delia, un archetipo della donna casalinga nell’ambito della Roma del dopoguerra. La sua esistenza quotidiana è segnata da un impegno costante e minuzioso: mantiene il suo angolo di mondo, un modesto sottoscala, in uno stato impeccabile di pulizia, dedica il suo tempo alla preparazione dei pasti per il marito Ivano e i loro tre figli, si prende cura con dedizione del suocero, un uomo dall’indole burbera. Non si limita a questi doveri domestici, ma si impegna anche in piccole attività redditizie come il rammendo di biancheria, la riparazione di ombrelli e le iniezioni a domicilio. Tuttavia, secondo il severo giudizio del suocero, Delia è afflitta da un difetto: non esita a replicare, un comportamento considerato inappropriato in un’epoca in cui il silenzio era spesso imposto alle donne. Questa sua presunta insubordinazione è vista dal marito Ivano come un’insolenza che merita punizione; pertanto, non esita a sottoporla a maltrattamenti fisici e umiliazioni per ogni presunta trasgressione. Nel frattempo, la loro figlia Marcella si trova sull’orlo di un cambiamento significativo nella sua vita: è prossima al fidanzamento con il figlio del proprietario del bar del quartiere, un evento che potrebbe innalzare il suo status sociale e permetterle di distanziarsi dalla realtà stagnante in cui la sua famiglia si trova immersa, e soprattutto dalla figura materna, perpetuamente avvolta nel suo grembiule e soggetta alle crudeltà del marito. Per fortuna, al di fuori delle mura domestiche, Delia non è priva di sostegno. Trova conforto e appoggio in alcune figure chiave: un meccanico che le vuole bene, un’amica che la sostiene con il suo spirito vivace, un soldato afroamericano disposto ad aiutarla. E, forse il più significativo di tutti, Delia nutre un sogno segreto, un desiderio profondamente custodito, ispirato da una lettera ricevuta inaspettatamente, che potrebbe rappresentare la chiave di una svolta nella sua vita.
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Gen 25, 2024
Mercoledì 24 gennaio 2024 è stato presentato, nella prestigiosa sede di Palazzo Cardinal Cesi a Roma e alla presenza di rappresentati e esponenti delle maggiori confessioni religiose, il Centro di ricerca universitario Osservatorio su Enti religiosi, patrimonio ecclesiastico e organizzazioni non profit, promosso dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Proponiamo di seguito la relazione introduttiva che l’Avv. Angelo Salvi ha svolto per conto del Centro studi Livatino.
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Gen 23, 2024
Negli ultimi mesi molto si è detto sul fine vita, anche in considerazione della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale. Il tema riguarda la malattia inguaribile e la cura, il progresso biotecnologico e i limiti della scienza medica, la vita e la morte dell’essere umano. Dignità umana e libertà personale sono al centro del dibattito, quasi fossero diventate categorie vuote, contenitori senza più un contenuto specifico, alle quali attribuire significati anche antitetici: c’è chi rivendica l’esistenza di un diritto al suicidio assistito in nome della libera scelta di una morte definita dignitosa e chi riconosce che ogni vita umana è da proteggere nella sua dignità e libertà fino alla fine.
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Gen 20, 2024
La LUISS ha inaugurato l’anno accademico 2023-2024 con un evento eccezionale, ospitando l’attrice e regista Paola Cortellesi. Quest’ultima, intervenuta nell’Aula Magna il mercoledì 10 gennaio, ha offerto agli studenti e al corpo docente un monologo in cui ha stigmatizzato gli stereotipi sessisti intrinseci in alcune delle più celebri fiabe, quali Biancaneve e Cenerentola. Sembra di essere al cospetto di uno degli ennesimi esempi di cancel culture, la tendenza, cioè a modificare i testi letterari per uniformarli alla sensibilità dei giorni nostri. Si confonde così l’arte, il contesto storico, le peculiarità di un autore, con le sensibilità contemporanee. Ed eliminare i personaggi sgradevoli e malvagi, inoltre, rischia di togliere ai ragazzi la capacità di distinguere il bello dal brutto, il buono dal cattivo, che sono sempre stati elementi fondanti delle fiabe classiche.
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