Diritto e giustizia: in memoria di Rosario Livatino

Diritto e giustizia: in memoria di Rosario Livatino

Intervento del prof. Stefano Delle Monache al convegno “Beati gli operatori di giustizia. La vita e il martirio del giudice Rosario Livatino: una proposta e una Promessa per il presente di tutti”, tenutosi a Padova il 31 marzo 2023.

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Il conflitto di interessi dell’avvocato come illecito deontologico

Il conflitto di interessi dell’avvocato come illecito deontologico

Il contributo analizza le fattispecie previste dall’art. 24 del codice deontologico forense, in tema di conflitto di interesse, inquadrando la norma nell’ambito del più generale quadro costituzionale e ponendola in relazione alla corrispondente fattispecie prevista dall’art. 63 del Testo Unico sugli Enti Locali, con cui la normativa deontologica forense si intreccia in tutte quelle ipotesi in cui il professionista assuma anche un incarico di amministratore locale, come nel caso di avvocato consigliere comunale o circoscrizionale.

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San Matteo, accusato di diffamazione, potrà cavarsela in Cassazione? Ecco la risposta

San Matteo, accusato di diffamazione, potrà cavarsela in Cassazione? Ecco la risposta

Proviamo per un attimo a trasferire idealmente le nostre istituzioni e regole giuridiche al tempo in cui vennero scritti i Vangeli ed immaginiamo che il Sinedrio di Gerusalemme abbia sporto querela per diffamazione nei confronti di Levi di Alfeo, detto  Matteo,  accusandolo di aver falsamente affermato, nel suo Vangelo, che lo stesso Sinedrio aveva corrotto, con una forte somma di danaro, le guardie poste al sepolcro di Gesù perché, contrariamente al vero,  riferissero che, durante la notte, mentre esse dormivano, erano venuti i discepoli di Gesù e avevano portato via il suo corpo. Affermazione, quella anzidetta, che nell’intento dell’autore, avrebbe dovuto corroborare l’assunto secondo il quale, in realtà, il sepolcro sarebbe stato trovato vuoto, la mattina del giorno successivo al sabato, perché Gesù era risorto a nuova vita. E immaginiamo pure che, essendo stata ritenuta fondata l’accusa e pronunciata sentenza di condanna, avverso quest’ultima la difesa dell’imputato abbia proposto ricorso per cassazione, denunciando carenza ed illogicità di motivazione. Quella che segue è la decisione che presumibilmente, a giudizio di chi scrive (sulla base della sua ultraventennale esperienza di giudice di legittimità), la Cassazione avrebbe dovuto adottare.

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