fbpx
Sull’“omofobia” urge cambiare strumento normativo

Sull’“omofobia” urge cambiare strumento normativo

Lettera aperta di associazioni ai parlamentari

On.li deputati e senatori,

                                            ci rivolgiamo a Voi da esperienze associative e personali di condivisone della sofferenza e del dolore. Per questo pensiamo di essere fra i più sensibili nel voler difendere e valorizzare la vita dei più deboli. E ci schieriamo, perciò, subito a favore di rimedi contro forme di violenza, anche a causa dell’orientamento sessuale, perché la persona è sempre “sacra” e segno di un Destino infinito.

(altro…)
Share
Verso il sostegno pubblico alla pedofilia?

Verso il sostegno pubblico alla pedofilia?

Riflessioni a margine del caso Kentler

di Mauro Ronco
Emerito di Diritto penale nell’Università di Padova

Sommario: 1. La liberalizzazione dei rapporti sessuali tra adulti e minori. 2. L’iniziativa degli intellettuali francesi del 1977. 3. La risposta degli Stati. 4. L’intensificarsi degli abusi sessuali sui minori. 5. Il caso Kentler in Germania. 6. La ricerca della professoressa Teresa Nentwig. 7. La lista di indirizzi per l’emancipazione degli omosessuali, delle lesbiche e dei pedofili. 8. Il sostegno pubblico alla pedofilia. 9. La pseudo-educazione sessuale per la liberazione sessuale dei bambini. 10. I rischi di incontro tra la pseudo-educazione sessuale e la soddisfazione delle tendenze pedofiliache degli adulti. 11. Linee per la prevenzione. 12. Conclusione.

(altro…)
Share
In ricordo del Cardinale Elio Sgreccia

In ricordo del Cardinale Elio Sgreccia

In occasione del primo anniversario della “nascita al cielo” del cardinale Elio Sgreccia, abbiamo chiesto un ricordo alla prof.ssa Maria Luisa Di Pietro, che ne è stata allieva e instancabile collaboratrice. La prof.ssa Di Pietro è Associato di Medicina Legale al Dipartimento Scienze della vita e di Sanità Pubblica e Direttore Centro Ricerca e Studi sulla Salute Procreativa all’Università Cattolica del Sacro Cuore

(altro…)
Share
Le riforme che la giustizia non può aspettare

Le riforme che la giustizia non può aspettare

(articolo pubblicato il 2 giugno 2020 sul Quotidiano di Puglia)

Fare il giudice è un mestiere complicato e difficile. Nessun magistrato, pur se con decenni di lavoro alle spalle e diversità di funzioni svolte, può ritenersi onestamente e fino in fondo capace. Ha bisogno di conoscere, e bene, norme sempre più intricate e orientamenti giurisprudenziali che oggi arrivano fino alle Corti europee; di padroneggiare i minimi risvolti del caso concreto che ha di fronte; di essere consapevole che non gli viene chiesto un giudizio su una persona, ma su un fatto specifico che quella persona ha commesso; di affrontare ogni vicenda processuale senza mai utilizzare una soluzione preconfenzionata. Gli servono preparazione, competenza, esperienza, umiltà, senso della realtà; non da ultimo, voglia di lavorare.

(altro…)
Share
Clarence Thomas “a parole sue”

Clarence Thomas “a parole sue”

Nel momento in cui le strade di Minneapolis, e dopo di essa di numerose città degli States, da New York ad Atlanta, da Philadelphia a Los Angeles, da Phoenix a Denver, sono devastate da scontri fra manifestanti e forze di polizia, da danneggiamenti e incendi, originate dall’uccisione di George Floyd da parte di poliziotti di Minneapolis, proponiamo un profilo del Giudice “di colore” della Corte Suprema degli USA Clarence Thomas: la sua storia personale attraversa pregiudizi, povertà e conflitti, ma anche successo e coerenza ideale. È raccontata dall’avv. Marianna Orlandi, allieva del prof. Mauro Ronco, conoscitrice attenta del mondo del diritto americano.

(altro…)
Share
Pandemia giudiziaria

Pandemia giudiziaria

È davvero curioso che il sistema Associazione Nazionale Magistrati–Consiglio Superiore della Magistratura stia implodendo proprio in epoca di pandemia. Come il Covid-19 ha messo a nudo tragicamente tutta la fragilità della cosiddetta modernità, di un mondo che ha preteso di costruire sé stesso sul mito della onnipotenza dell’uomo-Dio, così un virus, il trojan, inoculato su un telefono cellulare, ha fatto venir giù quel velo del giudiziariamente corretto che copriva la realtà delle toghe italiane.

(altro…)
Share
Trattativa: Stato-mafia no, Stato-terrorismo sì?

Trattativa: Stato-mafia no, Stato-terrorismo sì?

Vicenda Silvia Romano – 2. Lo Stato non è una ONG

Sono ancora molti i punti oscuri della vicenda della cooperante Silvia Romano. Anzi, ben poco è chiaro, come è stato illustrato ieri dal cons. Alfredo Mantovano, il quale ha concluso interrogandosi sull’incoerenza di un sistema che finisce per consentire all’estero ciò che è vietato all’interno dei confini nazionali. Non è questa la sede per svolgere analisi di geopolitica internazionale, e non ne ho le necessarie competenze. Mi interessa sollevare qualche interrogativo, in linea col mio lavoro quotidiano fra diritto e criminalità.

(altro…)
Share
Il problema irrisolto è il terrorismo

Il problema irrisolto è il terrorismo

Vicenda Silvia Romano – 1. Dal Governo dovere di verità

La vicenda della cooperante milanese Silvia Romano esige più livelli di approfondimento, equilibrato e non polemico. Accenniamo su questo sito ai principali, con due interventi, il secondo dei quali, a firma del dott. Domenico Airoma, verrà pubblicato domani.

(altro…)
Share