La Corte boccia a metà le Regioni, ma un po’ anche se stessa
Depositata negli ultimi giorni del 2025 la decisione della Corte costituzionale sulla legge toscana sul suicidio assistito, dichiarata incostituzionale in parti fondamentali.
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Depositata negli ultimi giorni del 2025 la decisione della Corte costituzionale sulla legge toscana sul suicidio assistito, dichiarata incostituzionale in parti fondamentali.
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Opinione del Centro Studi Livatino alla Corte Costituzionale sull’incostituzionalità dell’art. 580 c.p. (aiuto al suicidio) sollevata dal Tribunale di Bologna. Analisi di inammissibilità per violazione del giudicato costituzionale (art. 137 Cost.), travisamento del parere CNB sui trattamenti di sostegno vitale (TSV) e questioni di competenza territoriale. Focus sul requisito dei TSV dopo sentenze n. 135/2024 e n. 66/2025.
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Pubblichiamo il ricorso depositato presso la Corte Costituzionale dal Centro Studi Livatino contro la legge 23-2025 dell Regione Siciliana, in tema di obiezione di coscienza.
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Desta stupore la sent. 33 del 2025 della Corte costituzionale, con cui è stata dichiarata illegittima la normativa che vietava ai single l’adozione internazionale.
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Il CSL interviene come amicus curiae nel giudizio innanzi alla Corte Costituzionale in tema di trattamenti di sostegno vitale.
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Il CSL interviene nel giudizio costituzionale promosso dal Tribunale di Lucca.
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Luci e ombre della sentenza nr. 143 del 23 luglio 2024.
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Il Centro Studi Livatino deposita una propria opinione nel giudizio di legittimità costituzionale relativo alla L. 164/1982 e al D. Lgs. 150/2011.
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A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 131/2022, in tema di cognome dei figli (su cui su questo sito cf. https://www.centrostudilivatino.it/il-nuovo-si-della-consulta-al-doppio-cognome-lascia-in-piedi-tanti-problemi-pratici/#more-10574; https://www.centrostudilivatino.it/doppio-cognome-e-davvero-una-priorita/), il presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino interviene sul merito della questione, e in generale sul potere che la Consulta da tempo si attribuisce nel dettare al legislatore i termini per la formulazione delle nuove norme. L’autore indica anche una strada, ardua ma non impossibile, per affrontare l’anomalia.
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La Corte costituzionale è tornata ad occuparsi delle norme che regolano l’attribuzione del cognome ai figli, dichiarandone l’illegittimità per contrasto con gli articoli 2, 3 e 117 comma 1 della Costituzione, nella parte in cui non consentono ai genitori, di comune accordo, di attribuire al figlio il solo cognome della madre, e in cui prevedono l’automatica attribuzione del solo cognome paterno in caso di mancato accordo, anziché il cognome di entrambi i genitori. Può astrattamente condividersi, ai fini della piena equiparazione delle figure genitoriali, l’attribuzione di entrambi i cognomi, ma occorre domandarsi se la riforma sia davvero necessaria per la tutela dell’identità dei figli o se, piuttosto, risponda a esigenze dei soli adulti. Restano in ogni caso problemi di carattere pratico su cui è opportuno riflettere, e che non sembrano trovare soluzione nei disegni di legge attualmente in esame in Parlamento. Sull’argomento vedi anche su questo sito https://www.centrostudilivatino.it/doppio-cognome-e-davvero-una-priorita/.
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