Apr 25, 2026
Dal II al IV secolo il pensiero politico cristiano attraversa una trasformazione radicale: dalla diffidenza verso la città terrena alla sua progressiva legittimazione teologica. In Erma e nella Lettera a Diogneto emerge una visione segnata dal distacco: il cristiano vive nella polis senza appartenervi pienamente, mantenendo una tensione tra obbedienza esteriore e libertà interiore.Con la svolta di Costantino I, il cristianesimo abbandona la logica della marginalità e diventa principio di legittimazione del potere. In Eusebio di Cesarea questa convergenza si traduce in una teologia politica dell’unità: un solo Dio fonda un solo Impero, e la monarchia appare come forma politica superiore.Tuttavia, la fusione tra autorità religiosa e potere politico genera una tensione strutturale tra trascendenza e immanenza. Se in Oriente prevale il modello cesaropapista, in Occidente si afferma un dualismo tra Chiesa e potere secolare che, lungi dall’essere risolto, diventa il presupposto storico della limitazione del potere e della nascita di spazi di libertà.
di Daniele Onori
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Apr 23, 2026
Nel racconto Un malfattore, Anton Pavlovič Čechov costruisce, con pochi tratti essenziali, una riflessione profonda sul significato della giustizia. Attraverso il confronto tra un magistrato e un contadino, emerge una frattura insanabile tra la legge, intesa come sistema razionale di norme, e la realtà concreta della vita umana. Il risultato è un racconto che, nella sua apparente semplicità, mette in crisi ogni certezza sul rapporto tra colpa, responsabilità e comprensione.
di Daniele Onori
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Apr 20, 2026
Mercoledì 15 aprile 2026, presso l’Università Europea di Roma, si è svolta una Giornata di studi in onore di Mauro Ronco.
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Apr 17, 2026
Il presente contributo propone una lettura di 8½ come opera paradigmatica della crisi dell’identità e dell’autenticità nell’uomo contemporaneo, alla luce di alcune categorie centrali della filosofia morale moderna e contemporanea. Attraverso un confronto implicito con il pensiero di Sartre, Kierkegaard e Nietzsche, il film viene interpretato come rappresentazione della tensione tra libertà e responsabilità, tra autoinganno e verità, tra nichilismo e possibilità etica. La figura di Guido Anselmi emerge come emblema di una soggettività incapace di scegliere, sospesa tra molteplici possibilità non realizzate. L’analisi evidenzia come la crisi creativa del protagonista sia, in realtà, una crisi morale, e come l’accettazione finale della propria frammentazione apra uno spazio problematico ma autentico per l’agire etico.
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Apr 15, 2026
Giovedì 9 aprile 2026 presso l’aula magna dell’Università Europea di Roma si è tenuto un “Convegno di giuristi italiani e polacchi sui profili giuridici della maternità surrogata”, organizzato dal predetto Ateneo in collaborazione con il Centro Studi Rosario Livatino. L’evento ha rappresentato una importante occasione di confronto internazionale su un tema che sul piano normativo interseca competenze multidisciplinari e su quello della casistica travalica i confini nazionali, per via del frequente ricorso a detta pratica in Stati esteri, diversi da quelli di origine del soggetti committenti. Le Nazioni in cui la maternità surrogata è vietata (Italia e Polonia sono tra queste), poste di fronte al “fatto compiuto” all’estero, si trovano così costrette ad affrontare complesse questioni di diritto penale, civile, amministrativo e minorile.
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Apr 13, 2026
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è intervenuto al Convegno “La tutela della persona nella regolazione dell’intelligenza artificiale”, presso l’Università Sapienza di Roma.
Di seguito il video e il testo dell’intervento.
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Apr 11, 2026
La favola delle api di Bernard de Mandeville viene collocata nel contesto storico, religioso e politico dell’Inghilterra tra XVII e XVIII secolo, segnato dalla crisi della morale cristiana tradizionale e dall’ascesa della società commerciale. L’opera viene interpretata come una critica radicale alla virtù e alla rinuncia cristiana, nonché come una riflessione proto-giuridica sul diritto inteso quale tecnica di regolazione degli interessi piuttosto che come espressione di giustizia morale. Attraverso l’allegoria dell’alveare, Mandeville mostra come l’ordine sociale e giuridico possa fondarsi sull’organizzazione dei vizi. L’articolo sviluppa il valore letterario dell’opera, ne esamina il paradosso morale, le implicazioni per il diritto e ne critica le premesse, con particolare attenzione alla prospettiva cristiana.
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Apr 9, 2026
Nota sul convegno di Schio (Vicenza), del 29 marzo 2026.
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Apr 7, 2026
Rileggere L’idiota oggi significa interrogarsi sulla possibilità stessa dell’etica cristiana nel mondo contemporaneo. La figura del principe Myškin, immersa nella sua trama tragica tra Nastas’ja Filippovna e Rogozin non appare più soltanto come un’anomalia narrativa, ma come una figura profetica: colui che, vivendo secondo un amore assoluto, viene neutralizzato da un sistema che non tollera l’eccesso di verità. L’idiota diventa così paradigma dell’uomo etico nel presente: non sconfitto perché debole, ma perché troppo radicale.
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Apr 5, 2026
Il presente articolo analizza Resurrezione come espressione culminante della riflessione etico-religiosa di Tolstoj, ponendolo in dialogo diretto con il messaggio evangelico, in particolare con il Discorso della Montagna. Attraverso il percorso del principe Nekhljudov, il romanzo articola una critica radicale alle istituzioni e propone un modello di conversione fondato sull’interiorità, sulla non violenza e sull’amore per il prossimo. L’opera si configura così come una reinterpretazione moderna del cristianesimo, inteso non come sistema dottrinale, ma come prassi etica esigente e trasformativa.
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