Apr 21, 2020
Con l’esplosione della pandemia e la pressione senza precedenti esercitata sul sistema sanitario, hanno ricominciato a soffiare i venti del riaccentramento delle competenze in materia sanitaria. I fautori di tale anacronistica tesi sembrano trascurare che l’art. 117 annovera la “tutela della salute” – espressione che ha sostituito la vecchia e circoscritta “assistenza sanitaria e ospedaliera” – tra le competenze concorrenti: la conseguenza è che le Regioni possono intervenire attraverso le proprie norme di dettaglio, ma sempre nel rispetto dei principi fondamentali statali. Non solo: lo Stato gode della competenza esclusiva, e trasversale, in materia di livelli essenziali delle prestazioni sui diritti civili e sociali da assicurare su tutto il territorio nazionale. Tra questi ultimi si collocano i livelli di assistenza sanitaria, aggiornati nel 2017, cioè quell’insieme di prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro il pagamento di una quota di partecipazione (il ticket), e con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (cioè le tasse). Si tratta di diritti che costano, soprattutto perché occorre garantirli in modo uniforme ed equo; e sono finanziati dalla collettività, perché costituiscono beni collettivi. (altro…)
Apr 21, 2020
Le continue polemiche tra Governo e Regioni cui assistiamo quotidianamente da qualche settimana in merito alla competenza (e alla responsabilità) nell’assunzione dei provvedimenti connessi all’emergenza Covid 19, unite alle dichiarazioni di esponenti sia della maggioranza sia dell’opposizione circa l’opportunità o meno di una ri-centralizzazione della sanità non sono solo occasionate dalla drammatica situazione che stiamo attraversando, ma evidenziano in realtà alcuni nervi scoperti del nostro sistema istituzionale e più in generale dell’assetto del regionalismo nel nostro Paese. (altro…)
Apr 20, 2020
Appello ai Deputati impegnati nella conversione del D.L. 18/2020
Illustri Onorevoli, durante l’esame al Senato del D.L. 18/2020, il suo art. 83 è stato dilatato rispetto alla versione originaria, con la riscrittura per la fase di emergenza delle procedure penale, civile e tributaria. I nuovi co. 12 bis e ss. consentono – dal 9 marzo al 30 giugno – che si tengano, con collegamenti “da remoto”, le udienze penali con la presenza di PM, parti e difensori, ausiliari del giudice, polizia giudiziaria: e quindi, l’udienza di convalida, l’interrogatorio di garanzia, l’incidente probatorio e tutti gli atti di indagine (interrogatori, assunzione di sommarie informazioni, accertamenti tecnici non ripetibili), senza che sia necessaria l’urgenza degli atti stessi. L’ausiliario del giudice è il solo soggetto che ha l’obbligo di trovarsi nell’ufficio giudiziario; il detenuto si collega dall’istituto di pena; chi è agli arresti domiciliari o è arrestato dall’ufficio di polizia giudiziaria; gli altri soggetti processuali da dove meglio ritengono. (altro…)
Apr 20, 2020
- Nel particolare e doloroso momento che stiamo vivendo, in cui sin dal 1° febbraio è stato deliberato lo stato di emergenza nazionale per la pandemia da COVID-19 e sono stati emanati i correlati DL e dPCM, una significativa operazione ideologica è messa in atto da alcuni opinion leaders e gruppi professionali, sostenuti da determinate frange politiche. Un appello rivolto al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute e alla Agenzia Italiana per il farmaco (AIFA) invita a riconsiderare le regole dell’aborto farmacologico e della sua strutturazione/organizzazione a livello territoriale.
La lettera chiede la deospedalizzazione delle pratiche dell’interruzione volontaria della gravidanza per renderle coincidenti con una loro gestione territoriale e domiciliare, che riguardi in modo particolare le fasi di avvio delle procedure e la successiva somministrazione di farmaci ad effetto abortivo.
Il messaggio vede come primi firmatari Pro-choice RICA, LAIGA, AMICA, Vita Di Donna ONLUS ed è sostenuto dall’Agite, associazione di ginecologi territoriali, federata alla SIGO, la Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia. L’istanza chiede di riorganizzare tutte le prestazioni connesse agli adempimenti previsti dalla legge n. 194/1978 norme per la tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza, che disciplina le modalità di accesso all’aborto depenalizzato.
L’appello-istanza chiede di adottare misure atte a privilegiare la procedura farmacologica a gestione domiciliare, che tra l’altro consentirebbe di limitare gli accessi in ospedale e pertanto il potenziale rischio di contagio, in quanto sostiene che l’emergenza Coronavirus metta a serio rischio la pratica attuazione della legge sull’aborto: all’insegna del “la legge 194 è minacciata!” mentre “l’aborto è priorità assoluta e chiede immediatezza di intervento!”
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Apr 20, 2020
- Tra le tante riflessioni sollecitate dall’emergenza sanitaria in atto, merita un’attenzione particolare quella rivolta a esaminare il rapporto tra i precetti normativi finalizzati a contenere l’epidemia e la sfera dei diritti fondamentali dei cittadini chiamati a osservarli. Si tratta di una questione che si presta a essere scrutinata in una duplice prospettiva: quella della funzione delle leggi e quella del rapporto tra autorità e libertà.
Nel pensiero moderno si è sovente attribuito alla legge (e alla politica) un valore salvifico, catartico. Si è creduto che la legge fosse capace, da sola, di modificare i comportamenti aberranti o devianti dell’uomo, correggendone la natura corrotta e realizzando il sogno della Città perfetta (culturalmente ascrivibile sia al pensiero socialista utopista, sia a certe visioni cristiane radicali).
L’esperienza insegna il contrario: nonostante, ad esempio, si moltiplichino leggi finalizzate a prevenire i femminicidi, le donne continuano a essere uccise come prima. Cosa implica questa banale constatazione? Che non si devono introdurre norme finalizzate a contenere o a proibire condotte lesive? No: la legge conserva, comunque, una sua forza preventiva e repressiva. Significa, piuttosto, che la natura umana è, per certi versi, incorreggibile e che ci si deve astenere dall’attribuire alla legge la funzione, impropria, di purificazione della società.
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Apr 18, 2020
Fra Eurogruppo e Vertice UE del 23 aprile. Quali aiuti attendere dall’UE e quali fonti attivabili in autonomia? (altro…)
Apr 17, 2020
1. Emergenza coronavirus: nulla è più legittimo della necessità [1]? Si è soliti dare per scontato che le aggregazioni umane, in primo luogo gli Stati, assumano a punto di riferimento alcuni fatti e alcuni valori accettati come veri e utili dalla grande maggioranza dei soggetti che compongono queste aggregazioni.
Personalmente considero più esatto parlare di “miti”, non di fatti o principi. Perché la parola “mito”, che ci viene dalla saggezza greca, ricorda che i valori sociali non sono mai compiutamente attuati, non si traspongono nella realtà con precisione matematica, ma sono soggetti a un difficile confronto con la realtà medesima, e a un complesso contemperamento con altri miti o principi che dir si voglia.
Questa mia convinzione ha ricevuto conferma in ciò che sta accadendo oggi nel sistema normativo italiano: ove le esigenze pratiche connesse a una epidemia che aggredisce uno dei diritti più avvertiti, quello alla salute e alla vita stessa, ha appannato altri principi (o piuttosto miti); modificando anche la nostra percezione e interpretazione delle norme costituzionali. (altro…)
Apr 16, 2020
1.- La storia è vera, e accade alle 11.30 di mercoledì 8 aprile 2020, mese III dalla dichiarazione dello stato di emergenza da Covid 19. (altro…)
Apr 15, 2020
Su questo sito si è già illustrato (qui, qui e qui) come l’intervento dello Stato delineato dal D.L. n. 23/2020, il c.d. decreto Liquidità, è centrato su un sistema di garanzia a prestiti che saranno erogati dal sistema bancario: in quanto tali, essi a) saranno soggetti a valutazione e analisi di merito creditizio che ne fanno prevedere la connessione in tempi, nella migliore della ipotesi, di svariate settimane dalla richiesta, e b) dovranno essere restituiti, con interessi e commissioni, se pure di modesta entità, nel breve termine di sei anni, con preammortamento fino a 24 mesi. (altro…)
Apr 14, 2020
1. Giovanni Cantoni era solito spiegare nozioni complesse con esempi semplici, che permettevano a chi lo ascoltava di cogliere senza fatica il senso del discorso. Ricordo come se fosse oggi – pur se sono trascorsi decenni – una sua conversazione sulla relazione fra il “politico” e il “tecnico”: il primo chiamato a una scelta – talora difficile e controversa -, che costituisce esercizio della responsabilità connessa alla funzione che svolge, il secondo chiamato a dare esecuzione a quella scelta o, in fase preventiva, a prospettare le modalità di realizzazione delle differenti opzioni. Se chiami l’idraulico per installare la doccia a casa tua – questo era l’esempio -, sarà il tecnico delle tubature più bravo della città (ed è opportuno che chiami proprio lui, così previeni guasti futuri), ma per prima cosa ti porrà un quesito in senso lato politico, diciamo di politica familiare: dove la colloco? Devi essere tu a indicarglielo, perché se tu fossi così avventato da lasciare a lui la scelta, potresti ritrovarti la doccia nel soggiorno: perfettamente funzionante, per carità, ma montata dove non avrebbe mai dovuto.
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