CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO
ULTIMI ARTICOLI
Jorge Luis Borges e la giustizia: labirinto, verità e destino
Borges costruisce una filosofia implicita della giustizia come labirinto: uno spazio in cui il giudizio è necessario ma mai definitivo, e in cui la verità stessa si rivela instabile.
Saluto per l’inaugurazione dell’anno giudiziario della sez. giurisdizionale per il Lazio della Corte dei conti
Il 17 marzo 2026 è stato inaugurato l’anno giudiziario della sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei conti. Pubblichiamo di seguito il saluto di Filippo Vari, membro del Consiglio di presidenza della magistratura contabile e vice presidente del Centro Studi Rosario Livatino. Invitiamo in particolare a leggere l’ultima parte dello scritto, relativa alla riforma della Corte dei conti.
Una battaglia dopo l’altra: il conflitto come condizione esistenziale e politica
Paul Thomas Anderson, con il suo adattamento cinematografico del romanzo Vineland di Thomas Pynchon, realizza un’opera che trascende il semplice dramma d’azione per diventare una meditazione sul conflitto, sull’ideologia e sull’eredità politica. Il film non racconta solo la vicenda di Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio) e della sua lotta contro l’ex suprematista Lockjaw (Sean Penn), ma mostra come la militanza e lo scontro ideologico possano diventare condizioni esistenziali, strutturali, difficili da interrompere.
Il diritto come violenza e rituale: analisi filosofico-giuridica di Nella colonia penale di Franz Kafka
Il rapporto tra diritto, potere e punizione in “Nella colonia penale” di Franz Kafka. Il sistema giuridico si trasforma in uno strumento di dominio e violenza attraverso una macchina di tortura.
Fermo preventivo anti violenza nel D.L. “sicurezza bis”: dubbi e ipotesi alternative
Il D.L. n. 23/2026 introduce l’art. 11 bis sul fermo preventivo nelle manifestazioni pubbliche: analisi dei profili di costituzionalità e dell’efficacia pratica della norma.
Portobello, il caso Tortora e il dubbio come fondamento della giustizia
La serie Portobello riporta alla memoria il caso Tortora, emblema dell’errore giudiziario nato da accuse prive di riscontri e consolidate nel processo di primo grado. L’assoluzione in appello mostrò quanto la decisione giudiziaria possa essere influenzata dalla forza dell’ipotesi iniziale più che dalla prova. Il caso solleva una questione filosofica centrale: la giustizia è credibile solo se riconosce il dubbio come metodo e limite del potere di giudicare.
La riforma necessaria nelle riflessioni di Giuliano Vassalli e Giovanni Falcone
Separazione dei poteri, correntismo e riforma della magistratura: il sorteggio come strumento per spezzare il controllo politico delle correnti sull’ordine giudiziario.
24. Giorgio Del Vecchio: scopo dello Stato è attuare la Giustizia
In anni di incontrastato positivismo, la pubblicazione in successione di tre opere di Giorgio Del Vecchio, I presupposti filosofici della nozione del diritto...
Il conflitto di interessi dell’avvocato come illecito deontologico
Il contributo analizza le fattispecie previste dall’art. 24 del codice deontologico forense, in tema di conflitto di interesse, inquadrando la norma...
L’idiota nel nostro tempo: cristianesimo, verità e impotenza nel mondo contemporaneo
Rileggere L’idiota oggi significa interrogarsi sulla possibilità stessa dell’etica cristiana nel mondo contemporaneo. La figura del principe Myškin, immersa...
Bugonia, quando il complotto diventa mito
Nel nuovo film di Yorgos Lanthimos, il sequestro di una dirigente industriale diventa una parabola sul complottismo americano, la crisi della verità e il...
La Polis Greca e le Radici della Politica Moderna: Lezioni per il XXI Secolo
Introduzione alla Rubrica di Filosofia Politica: Un Viaggio dall’Antica Grecia ai Giorni Nostri La filosofia politica rappresenta il cuore pulsante del...
Configurabilità dei maltrattamenti in famiglia in danno dell’ex convivente in presenza del figlio minore
Con la sentenza n. 43846 del 29.9.2023 e depositata in data 31.10.2023 (Presidente Beltrani, relatore Aielli), la seconda sezione penale della Corte di...
L-jus, la nuova rivista on line del Centro Studi Livatino
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Ipse dixit
Il terzo testimone che vi affido è il beato Rosario Livatino, primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire. Col suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità. “Sub tutela Dei”, scriveva in cima ai suoi appunti: sotto la protezione divina ci poniamo fiduciosi anche noi, lavorando ogni giorno come servitori della verità e tessitori di unità. Lo Stato, infatti, si trasforma in meglio se ciascuno se ne sente responsabile, nutrendo con i più alti valori spirituali il proprio senso civico e il dovere istituzionale.”
Leone, XIV, 25.10.2025
Video integrale del convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, prevenzione, contrasto, recupero:
Legge omofobia, perché non va




















