Sull’atto di nascita la madre può essere una sola: lo conferma la Cassazione

Sull’atto di nascita la madre può essere una sola: lo conferma la Cassazione

Il pubblico ufficiale, nel redigere l’atto di nascita di un minore nato in Italia, non può indicare quali genitori persone dello stesso sesso ed è pertanto legittimo il suo rifiuto al ricevimento della dichiarazione di riconoscimento da parte della c.d. “madre intenzionale”. La Cassazione, con l’ordinanza n. 511/2024 pubblicata l’8 gennaio 2024, ha ribadito che gli atti di nascita formati in Italia non possono contenere l’indicazione di due “mamme” poiché detta indicazione contrasterebbe con quanto previsto dall’ordinamento italiano[1] .

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2023, annus horribilis per il diritto internazionale umanitario

2023, annus horribilis per il diritto internazionale umanitario

Il 2023 è stato un anno orrendo per il diritto internazionale umanitario. Basti ricordare che dal 7 ottobre 2023 ad oggi nel conflitto tra Israele e Hamas sono morte più di 23.000 persone[1] tra cui migliaia di bambini[2]. La situazione di emergenza sanitaria e di gravissima insicurezza alimentare della popolazione di Gaza è sotto agli occhi di tutti.

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Uso dei social e impatto dell’AI sulle professioni

Uso dei social e impatto dell’AI sulle professioni

Negli ultimi anni la crescita dell’Intelligenza Artificiale (AI) ha raggiunto nuovi traguardi, trasformando radicalmente il modo in cui svolgiamo le nostre attività quotidiane, lavoriamo e interagiamo online. Questa rapida evoluzione ha altresì generato un impatto significativo sulle professioni e ha ridefinito il panorama dei social media, creando nuove opportunità e sfide.

L’influenza dell’AI ha rivoluzionato il mondo del lavoro, con una serie di conseguenze sia positive che negative. Da un lato l’automazione di compiti ripetitivi e la capacità di elaborare grandi quantità di dati in tempo reale hanno migliorato l’efficienza in settori come la produzione, la logistica e la gestione delle risorse umane. Dall’altro lato, la paura dell’automazione che sostituisce i lavoratori umani è diventata una realtà in alcuni settori, con il rischio di disoccupazione tecnologica.

Le professioni stesse sono state ridefinite dall’AI. Professioni tradizionali, come quelle di avvocati e commercialisti, stanno sperimentando una trasformazione radicale attraverso l’automazione di alcuni processi. Allo stesso tempo, emergono nuove professioni legate all’AI, come quelle degli sviluppatori di algoritmi, degli etici dell’AI e degli specialisti della sicurezza informatica.

Per questo motivo è necessario che i professionisti inizino ad approfondire la conoscenza dell’Intelligenza Artificiale. Questo implicherà un doppio investimento, sia dal punto di vista finanziario, poiché l’adozione dell’AI comporterà notevoli spese in capacità di calcolo e nuovi abbonamenti a software specializzati, sia dal punto di vista del tempo da dedicarvi, considerando che acquisire competenze nell’uso di questa tecnologia richiederà uno sforzo di apprendimento non trascurabile. Sarà necessario che i professionisti sviluppino competenze che permettano di valutare il rischio dell’impiego dell’AI.

Quest’anno arriverà la versione definitiva del Regolamento Ue sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) e sarà anche necessario confrontarsi con il Digital Service Act, il Digital Market Act, il Data Act e il Data Governance Act. Si tratta di normative che condividono la necessità di valutare le attività in termini di rischio e di responsabilizzare maggiormente le big tech rispetto ad una tutela auspicabilmente rafforzata dei diritti degli utenti.

Inoltre, in questa epoca digitale, anche i social sono ormai diventati parte integrante della nostra vita quotidiana. I social infatti hanno rivoluzionato la comunicazione e la connessione tra individui, ma la loro influenza si estende ben oltre il nostro mondo personale coinvolgendo anche la vita lavorativa. Ad esempio, un settore che ha subìto una significativa trasformazione è quello legale, con gli avvocati che si trovano a navigare in un paesaggio professionale profondamente cambiato.

Infatti, i social media forniscono agli avvocati una piattaforma senza precedenti per costruire la propria immagine e il proprio brand online. La visibilità su piattaforme come LinkedIn, Twitter e Instagram consente ai professionisti di condividere le loro competenze, pubblicare articoli e partecipare a conversazioni rilevanti nel loro settore. Questa visibilità online può essere un elemento chiave per attirare nuovi clienti e costruire relazioni professionali favorendo collaborazioni e networking. Inoltre, le piattaforme social sono diventate una risorsa preziosa per rimanere aggiornati sulle ultime evoluzioni giuridiche. Gli avvocati possono seguire discussioni su Twitter o partecipare a gruppi LinkedIn specifici del settore per rimanere informati sugli sviluppi normativi, le decisioni giurisprudenziali e le sfide emergenti nel loro campo di specializzazione.

D’altro canto però, i social media presentano anche sfide uniche, come la gestione delle crisi e della reputazione online. Un singolo post virale o un commento negativo possono avere un impatto significativo sulla reputazione di un professionista. Pertanto è cruciale che gli avvocati sviluppino competenze nella gestione della propria presenza online in modo professionale ed etico.

In conclusione, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle professioni e l’uso dei social media rappresenta una duplice sfida per i professionisti. L’avanzamento dell’AI ha già rivoluzionato il mondo del lavoro, ridefinendo le competenze richieste e creando nuove prospettive professionali.

In questo scenario in continua evoluzione, è essenziale che i professionisti siano proattivi nell’approfondire la loro conoscenza dell’Intelligenza Artificiale e sviluppino competenze digitali per navigare con successo nel panorama professionale e sociale in rapida trasformazione. L’adozione di nuove tecnologie deve essere accompagnata da una valutazione attenta dei rischi e dalla conformità alle normative emergenti.

In definitiva, per gli avvocati e più in generale per i professionisti l’implementazione responsabile di tecnologie avanzate e la coltivazione delle abilità di gestire la propria presenza online sono chiavi per prosperare in questo nuovo ecosistema digitale, chiamato a realizzare un equilibrio tra l’efficienza tecnologica e la dimensione etica.

Ruben Razzante
Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e fondatore del portale www.dirittodellinformazione.it

Parenti serpenti (1992) di Mario Monicelli

Parenti serpenti (1992) di Mario Monicelli

Mario Monicelli, un cineasta attento alle dinamiche familiari, già esplorate in opere come “Padri e figli”, “Caro Michele” e “Speriamo che sia femmina”, porta sul grande schermo la commedia “Parenti serpenti”. In questa pellicola, Monicelli dipinge un quadro acido e disilluso dell’istituzione familiare: quattro fratelli, due maschi e due femmine, che durante le vacanze natalizie si recano a trovare i loro anziani genitori, ognuno di loro porta con sé la propria famiglia, insieme a numerosi bagagli che includono regali, abiti festivi e, inevitabilmente, frustrazioni, segreti e dolorosi conflitti irrisolti. La trama si sviluppa con il rituale incontro dei parenti, tra momenti affettuosi e ipocrisie, confidenze e pettegolezzi, doni e veleni fino alla raggelante decisione unanime di uccidere i due anziani genitori, simulando un incidente domestico nella notte di Capodanno, tramite una stufa a gas difettosa da loro regalatagli.

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