Diniego alla concessione della cittadinanza alla luce dei precedenti penali

Diniego alla concessione della cittadinanza alla luce dei precedenti penali

Interessante pronunciamento del T.A.R. Lazio sez. V – Roma, che con la sentenza del 02/04/2024, n. 6358 (Presidente Rizzetto, Estensore Mattei) torna sul diniego alla concessione dello status di cittadino italiano in presenza di precedenti penali. Secondo i giudici amministrativi, i precedenti penali concernenti reati in materia di sostanze stupefacenti denotano una mancanza di rispetto degli obblighi legati alla concessione della cittadinanza, giacché tali comportamenti suggeriscono un’instabilità e un’integrazione incompleta nella comunità nazionale. Queste azioni sono dunque da considerarsi indici di inaffidabilità e di scarsa integrazione, specialmente alla luce delle emergenze sociali che rappresentano una minaccia per il contesto sociale di riferimento.

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Competenze digitali sì, ma senza rinunciare a carta e penna

Competenze digitali sì, ma senza rinunciare a carta e penna

Lo sviluppo della tecnologia impone l’acquisizione di conoscenze ed abilità sempre maggiori. Il mondo digitale è una nuova realtà in espansione, di cui si deve tener conto anche in ambito formativo, dove gli studenti sono ormai tutti “nativi digitali”. L’uso dei dispositivi tecnologici favorisce senz’altro il coinvolgimento degli studenti, tuttavia, alcuni studi nel campo delle neuroscienze impongono un’attenta riflessione sugli effetti dell’uso di tablet e libri digitali al posto del “classico” materiale scolastico, quali carta e penna.

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Droga, l’altra Pandemia

Droga, l’altra Pandemia

I dati della relazione annuale 2024 ci dicono che tra i giovani cresce sempre di più l’uso di sostanze psicoattive e il consumo di cocaina.

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In tema di “diritto” d’aborto

In tema di “diritto” d’aborto

Pubblichiamo di seguito uno scritto del prof. Arnaldo Morace Pinelli, ordinario di Diritto privato nell’Università degli Studi di Tor Vergata, che ringraziamo per l’invio del contributo. Nell’affrontare il tema dell’aborto, talora qualificato oggi come diritto, il Centro Studi Livatino intende con chiarezza e determinazione riaffermare che il diritto alla vita costituisce il primo tra i diritti dell’uomo, base per il godimento di tutti gli altri. L’ordinamento deve rispettare tale diritto dal concepimento alla morte naturale.

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