“Scegliamo la vita” per fermare il calo demografico. Oggi manifestazione per le strade di Roma

“Scegliamo la vita” per fermare il calo demografico. Oggi manifestazione per le strade di Roma

Nel pomeriggio di oggi, a Roma, partendo da piazza della Repubblica per giungere a piazza San Giovanni in Laterano, si svolge la Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita”. Decine di migliaia di famiglie sfileranno per le strade della Capitale “per celebrare la bellezza e la dignità della vita umana, dalla custodia della quale discendono tutti i diritti della nostra civiltà”, e per rilanciare “la sfida della speranza in un’epoca segnata dalla disperazione e dalla cultura mortifera dello scarto, che abbandona anziani, disabili, malati e mamme con gravidanze difficili”: in questi termini Massimo Gandolfini, uno dei portavoce, spiega gli obiettivi della Manifestazione, alla quale il Centro studi Rosario Livatino ha aderito con convinzione. L’intervento del presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino torna sul calo demografico, che è uno dei temi dell’iniziativa.

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In ricordo del Procuratore paraguaiano Marcelo Pecci

In ricordo del Procuratore paraguaiano Marcelo Pecci

Ci sono uomini che compiono fino in fondo il proprio dovere, accollandosi il rischio di pagare il costo più elevato. Non si tratta di temerari, o di amanti del pericolo, o di cacciatori di notorietà. Al contrario, hanno l’intima consapevolezza di assolvere un mandato al contempo altissimo e gravoso: un’ardua missione volta a riaffermare con vigore i principi universali della giustizia e della libertà, là dove messi a serio repentaglio dalla presenza pervasiva delle organizzazioni criminali. Dunque, si tratta di uomini animati dall’afflato profondo di costruire una società libera dall’abbraccio mortifero della mafia in tutte le sue soffocanti articolazioni.

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Lo spettro dello spread. Demografico

Lo spettro dello spread. Demografico

Discorso pronunciato, da esterno, il 30 aprile a Milano come contributo alla Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia: l’intervento è frutto di riflessione comune nell’ambito del Centro studi Rosario Livatino, e in particolare del contributo del prof Francesco Farri.

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Draghi in USA per riformare l’Europa?

Draghi in USA per riformare l’Europa?

Ieri il Primo ministro italiano Mario Draghi ha incontrato il Presidente degli USA Joe Biden. Dopo l’emergenza-Covid, l’emergenza guerra viene evocata per introdurre riforme strutturali, in questo caso alle dinamiche decisionali all’interno dell’UE: è fin troppo evidente che la funzionalità di tali modifiche, in primis l’introduzione della maggioranza al posto dell’unanimità, mirano a colpire gli Stati Ue meno ‘allineati’ a Bruxelles, in primis Polonia e Ungheria.

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Quando ‘Cesare’ indossa la toga e detta regole a quel che non gli è dato

Quando ‘Cesare’ indossa la toga e detta regole a quel che non gli è dato

Con l’avv. Paolo Maci, professore a contratto di legislazione scolastica a UniPegaso, proseguiamo la riflessione iniziata ieri (cf. https://www.centrostudilivatino.it/se-la-magistratura-italiana-entra-pure-in-quel-che-compete-alla-chiesa/) sulla sentenza delle Sez. Unite civili della Corte di Cassazione n. 12442/2022, e quindi sulla vicenda che ha interessato la Pontificia Università Lateranense: al di là del caso specifico, preoccupa lo sconfinamento della magistratura e la mancata percezione del venir meno di spazi di autonomia per la Chiesa, tutelati dall’accordo concordatario. 

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Se la magistratura italiana entra pure in quel che compete alla Chiesa

Se la magistratura italiana entra pure in quel che compete alla Chiesa

Nico Tonti, dottorando di ricerca in Scienze giuridiche all’Università di Bologna, svolge considerazioni a margine della recente sentenza delle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione n. 12442/2022, riguardante la mancata ammissione di uno studente al ciclo dottorale attivato alla PUL-Pontificia Università Lateranense. La controversia ruota attorno alla estensione della categoria ‘enti centrali’ della Chiesa cattolica, e necessita non già di un dato unilaterale dello Stato italiano, come una pronuncia giudiziaria, bensì di un approccio pattizio, per evitare l’assai discutibile ingerenza dello Stato italiano in vicende di esclusiva pertinenza ecclesiale.

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Il nuovo sì della Consulta al doppio cognome lascia in piedi tanti problemi pratici

Il nuovo sì della Consulta al doppio cognome lascia in piedi tanti problemi pratici

La Corte costituzionale è tornata ad occuparsi delle norme che regolano l’attribuzione del cognome ai figli, dichiarandone l’illegittimità per contrasto con gli articoli 2, 3 e 117 comma 1 della Costituzione, nella parte in cui non consentono ai genitori, di comune accordo, di attribuire al figlio il solo cognome della madre, e in cui prevedono l’automatica attribuzione del solo cognome paterno in caso di mancato accordo, anziché il cognome di entrambi i genitori. Può astrattamente condividersi, ai fini della piena equiparazione delle figure genitoriali, l’attribuzione di entrambi i cognomi, ma occorre domandarsi se la riforma sia davvero necessaria per la tutela dell’identità dei figli o se, piuttosto, risponda a esigenze dei soli adulti. Restano in ogni caso problemi di carattere pratico su cui è opportuno riflettere, e che non sembrano trovare soluzione nei disegni di legge attualmente in esame in Parlamento. Sull’argomento vedi anche su questo sito https://www.centrostudilivatino.it/doppio-cognome-e-davvero-una-priorita/.

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