Referendum, una semplificazione…complicata

Referendum, una semplificazione…complicata

Articolo di Stefano Nitoglia* pubblicato il 17 ottobre 2016 su La nuova Bussola Quotidiana.

Il primo slogan a sostegno della riforma costituzionale è la semplificazione: che si realizzerebbe grazie al superamento del bicameralismo paritario. E’ realmente così? E’ lecito dubitarne, soffermandosi soltanto sul confronto fra l’art. 70 della Costituzione come è adesso, e come sarà se la riforma fosse confermata dal referendum. E’ la norma che disciplina il procedimento di (altro…)

La tutela penale della persona e le ricadute giuridiche dell’ideologia del genere

La tutela penale della persona e le ricadute giuridiche dell’ideologia del genere

“Io ho parlato di quella cattiveria che oggi si fa con l’indottrinamento della teoria gender. Un padre francese mi raccontava del figlio di dieci anni: alla domanda “cosa vuoi fare da grande” ha risposto: la ragazza! Il padre si è accorto che nei libri di scuola si insegnava la teoria gender, e questo è contro le cose naturali. Una cosa è la persona che ha questa tendenza, o anche che (altro…)

Ora opponetevi al dominio dei forti sui deboli. In Italia, non in Belgio

Ora opponetevi al dominio dei forti sui deboli. In Italia, non in Belgio

Articolo di Alfredo Mantovano pubblicato il 24 settembre 2016 su Tempi

I radicali fanno il loro lugubre lavoro. In Belgio viene ucciso un ragazzo di 17 anni e loro esultano: in perfetta coerenza con le battaglie per i cosiddetti diritti civili per le quali sono in prima fila da decenni. Sono gli altri, quelli che usano i termini più altisonanti per condannare l’assassinio in terra fiamminga, che non si capisce che parte recitino. Mi spiego. Da qualche mese davanti alle (altro…)

L’eutanasia dei minori in Belgio

L’eutanasia dei minori in Belgio

Pubblichiamo in esclusiva lo studio del prof. Mauro Ronco, presidente del Centro studi Livatino, sulla vicenda dell’eutanasia dei minori in Belgio. Si tratta di una riflessione articolata, che va in profondità, ben oltre i commenti che hanno seguito nell’immediatezza. (altro…)

Poligamia: questione di diritti?

Poligamia: questione di diritti?

Un sasso gettato nello stagno nel caldo agostano, per vedere di nascosto l’effetto che fa, come diceva, in tutt’altro contesto, una nota canzone di tanti anni fa. “Se è solo una questione di diritti civili, ebbene anche la poligamia è un diritto civile”, ha scritto sulla sua pagina Facebook Hamza Roberto Piccardo, fondatore dell’Ucoii, l’Unione delle Comunità islamiche, postando (altro…)

La Corte Suprema degli USA contro la legge del Texas che restringe l’aborto

La Corte Suprema degli USA contro la legge del Texas che restringe l’aborto

Pubblichiamo (in lingua inglese) la sentenza del 27 giugno 2016 della Corte Suprema USA WHOLE WOMAN’S HEALTH ET ALv. HELLERSTEDT, COMMISSIONER, TEXAS DEPARTMENT OF STATE HEALTH SERVICES, ET AL., con la quale è stata annullata parte della legge del Texas che stabilisce disposizioni più restrittive per la pratica dell’aborto nel territorio di quello Stato. La pronuncia, passata per cinque voti contro tre (dopo la morte di Scalia uno dei 9 posti di componente della Corte deve essere ancora coperto), comprende anche le dissenting opinione dei giudici Thomas e Alito (ha votato contro anche Roberts). Nei prossimi giorni seguirà una nota di commento. 
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E l’estremismo gender finì per travolgere le pari opportunità

E l’estremismo gender finì per travolgere le pari opportunità


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Articolo di Alfredo Mantovano apparso su Tempi il 4 giugno 2016.

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Dall’inserto di Roma del Corriere della Sera, sabato 28 maggio: dove si spiega che l’era del gender non è in sintonia con la preferenza di genere e con le pari opportunità. Domenica si vota per il Comune della Capitale, e Alessandro Campanella è candidato in una lista a sostegno di Giachetti. Per l’elezione dei consiglieri, come in tutta Italia, vale la regola che si può esprimere la seconda preferenza sulla scheda, purché di sesso diverso rispetto al candidato che si vota per primo. All’anagrafe lui è registrato come Alessandro, di genere maschile. Nella realtà si presenta come Alessia. Problema: se, in coerenza con i dettami del gendericamente corretto, Alessandro chiede il voto in quanto adesso si chiama Alessia, la preferenza nei suoi confronti rischia l’annullamento se viene espressa come seconda e il primo votato è un maschio. (altro…)

Fatte le unioni civili, resta un problema gigantesco: l’obiezione di coscienza

Fatte le unioni civili, resta un problema gigantesco: l’obiezione di coscienza

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Articolo di Benedetta Frigerio apparso su Tempi il 12 maggio 2016

«Forse non ci rendiamo conto delle conseguenze che questa legge avrà, non solo per il diritto di famiglia, ma per tutto l’ordinamento, cambiando la vita di ogni cittadino». Alfredo Mantovano, magistrato, spiega a tempi.it le conseguenze delle unioni civili sulla libertà di quanti dissentono. Già a febbraio, sulle pagine del settimanale Tempi, aveva segnalato che la libertà di coscienza non è tutelata dal testo.

Cosa dice la norma sull’obiezione di coscienza?
La legge Cirinnà non prevede l’obiezione di coscienza come, invece, avviene per altre leggi, come quella sull’aborto. Questa assenza è pericolosa, dato il comma 2 della norma che stabilisce che l’unione sia costituita di fronte a un ufficiale di Stato e a due testimoni, con un rito identico al matrimonio. C’è poi il comma 28: quest’ultimo prevede la trascrizione nei registri italiani del cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso, non solo dell’unione civile, contratto all’estero. Che ne sarà dell’ufficiale di Stato che ritiene che queste unioni siano in contrasto con la sua deontologia e per cui il matrimonio è solo fra uomo e donna? La legge non risponde. Dobbiamo aspettarci che accada quello che avviene già all’estero? (altro…)

Quando il gender discrimina perfino il giudice

Quando il gender discrimina perfino il giudice

richard-page-1di Francesco Cavallo, avvocato-dottore di ricerca Università del Salento

* in esclusiva per questo sito *

 

La vicenda del Consigliere di Stato Deodato, messo alla gogna per le sue convinzioni personali dopo aver redatto una Sentenza definita impeccabile anche dai suoi detrattori, non è l’esito ultimo di un violento attacco liberticida, vi è ragione di credere che sia solo l’inizio.

Qualche settimana fa alcuni media italiani – si contano sulle dita di una mano, uno cartaceo e due online – hanno riportato una notizia che avrebbe meritato ben altra eco. Con provvedimento del Ministro della Giustizia britannico, Gove, e del presidente della Corte Suprema, Lord Thomas di Cwmgiedd, un giudice della sezione famiglia della corte del Kent, contea a sud-est di Londra, è stato rimosso dal servizio per “colpa grave”: sostiene sia meglio affidare un bambino a una mamma e un papà piuttosto che a due persone dello stesso sesso. Ovviamente non è uno scherzo.

Richard Page, 69 anni, da 15 applicato al “tribunale delle famiglie”, era finito nel mirino del pensiero unico nel 2014. In quella circostanza Page aveva redatto una Sentenza non conforme ai precedenti della corte negando l’affido di un minore ad una coppia gay in applicazione del principio del best interest, ovvero del miglior interesse del minore ad essere collocato presso una coppia composta da un uomo e da una donna. (altro…)