Limitazione all’uso del contante: risposta reale o falso problema?

Limitazione all’uso del contante: risposta reale o falso problema?

La decisione del Consiglio UE di fissare a 10.000,00 euro il limite massimo all’utilizzo del contante nell’UE rappresenta un passo significativo nell’ambito della lotta al riciclaggio e del contrasto del finanziamento del terrorismo, creando al tempo stesso un’uniformità che fino ad oggi non è esistita e che ha creato anche situazioni problematiche. L’articolo riporta un excursus dell’evoluzione normativa in Italia dalla legge n. 197/91 ad oggi, evidenziando come già le istituzioni europee si fossero espresse in merito alla scarsa utilità dello strumento in questione rispetto ai temi in discussione ed in particolare a quello del contrasto all’evasione ed elusione fiscale.

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Mantovano al Movimento Cristiano Lavoratori: ci muovono solidarietà e sussidiarietà

Mantovano al Movimento Cristiano Lavoratori: ci muovono solidarietà e sussidiarietà

Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato, è intervenuto al Convegno di celebrazione del 50^ anniversario della fondazione del Movimento Cristiano Lavoratori, pronunciando un discorso che affronta, oltre alle questioni relative alle scelte operate dal Governo nella legge di bilancio, aspetti centrali per la comprensione del rapporto fra congiuntura economico-finanziaria, diritto al lavoro e bene comune.

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Lo Stato leggero è Stato efficiente

Lo Stato leggero è Stato efficiente

Note a margine del libro di “Stato essenziale, società vitale” di Alberto Mingardi e Maurizio Sacconi 

La crisi da coronavirus ha avuto diversi effetti di medio-lungo periodo, tra cui quello di rimettere al centro della scena il ruolo dello Stato con particolare riguardo all’erogazione di specifici servizi rivelatisi drammaticamente deficitari (soprattutto nell’area dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione). Altre emergenze come la crisi energetica e la guerra hanno ripresentato gli stessi problemi e la risposta è stata sempre la stessa: quella di allargare il perimetro dell’intervento dello Stato. Gli autori del libro, con uno sguardo rivolto al futuro, auspicano una nuova stagione politica in cui la ripresa economica sia sostenuta da uno Stato diverso, più̀ leggero e più̀ affidabile che lasci spazio al dinamismo sociale.

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La maternità surrogata di nuovo all’esame delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

La maternità surrogata di nuovo all’esame delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

1. – Ha avuto luogo lo scorso martedì 8 novembre l’udienza pubblica delle sezioni unite della Corte di cassazione, alle quali, con ordinanza interlocutoria della prima sezione civile n. 1842 del 2022, è stato chiesto di valutare se, dopo la sentenza n. 33 del 2021 della Corte costituzionale, non debba ormai essere rimeditata la decisione delle stesse sezioni unite n. 12193 del 2019. Com’è noto, secondo quest’ultima decisione, il divieto di maternità surrogata, in quanto principio di ordine pubblico, impedirebbe in ogni caso la trascrizione di provvedimenti giudiziali o atti stranieri accertanti rapporti genitoriali puramente intenzionali, che potrebbero nondimeno essere formalizzati attraverso il ricorso all’adozione in casi particolari. E dunque non ab initio e in forza di un automatismo, ma solo ex post e all’esito di un concreto accertamento giudiziale di conformità all’interesse del minore.

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Il controllo sull’operato del pubblico ministero nella “riforma Cartabia”

Il controllo sull’operato del pubblico ministero nella “riforma Cartabia”

1. Le disposizioni della “riforma Cartabia” in merito al controllo di tempestività degli atti del pubblico ministero

Il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, in attuazione della legge 27 settembre 2021, n. 134, recante Delega al Governo per l’efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari, ha introdotto numerose disposizioni procedurali, dichiaratamente finalizzate al raggiungimento degli obiettivi del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (P.N.R.R.), che prevedono «la riduzione del 25% della durata media del processo penale nei tre gradi di giudizio» entro l’anno 2026.

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