L’Occidente si può salvare solo se ritorna al cristianesimo?

L’Occidente si può salvare solo se ritorna al cristianesimo?

La crisi dell’Occidente. Origini, attualità e futuro di Santiago Cantera Montenegro.

Santiago Cantera Montenegro, monaco benedettino, teologo e medievalista spagnolo, nel suo saggio intitolato “La crisi dell’Occidente. Origini, attualità e futuro”, analizza le cause che hanno prodotto la crisi politica, culturale, sociale dell’occidente e dell’Europa, che recidendo le sue radici cristiane ha ignorato il fatto che, un’Europa culturalmente e politicamente unita, non sarebbe stata mai possibile se non ci fosse stato il Cristianesimo, che ha saputo fondere la tradizione ellenica e romana con quella dei popoli del nord. Come cristiani abbiamo l’obbligo morale di evitare che l’Europa resti solo un apparato burocratico, laico e anticristiano, per tornare a considerare la necessità di una mediazione, che solo la tradizione cristiana può garantire, tra culture e tradizioni diverse, e che favorisca una vera e solida unione dei popoli e delle nazioni.

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La tutela del segreto: del confessore e del difensore

La tutela del segreto: del confessore e del difensore

Nel convegno del 25 novembre (ore 15.30, presso la Chiesa di Santa Maria della Quercia dei Macellai, in Roma) autorevoli esperti illustreranno i pericoli legati ad uno strisciante attacco al segreto ministeriale e professionale. La posta in gioco è la libertà.

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Il Crocifisso esiliato

Il Crocifisso esiliato

Il Crocifisso di Munster viene rimosso dalla Friedensaal del Municipio di Westfalia in occasione della conferenza sulla pace dei Ministri degli Esteri del 3 e 4 novembre scorso. In Europa si litiga su tutto, ma sul Crocifisso l’accordo è totale: non va accolto. È così, nel luogo dove si pose fine alla guerra di religione nel 1648, si sancisce sbrigativamente l’esilio di quel che venne riconosciuto come fondamento della pace in Europa.

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Mediazione e conciliazione nel processo tributario: le novità

Mediazione e conciliazione nel processo tributario: le novità

La Legge 21 agosto 2022 n. 130 interviene sugli istituti della mediazione e conciliazione giudiziale, senza tuttavia ampliarne l’ambito di applicazione e potenziarne l’efficacia. In particolare, per quanto concerne il reclamo e la proposta di mediazione di cui all’art. 17-bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546 restano irrisolti i problemi che hanno sinora impedito all’istituto di assolvere in concreto a quella funzione deflattiva del contenzione per la quale era stato pensato e introdotto nel 2011.

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Il diniego al rilascio del permesso di soggiorno allo straniero condannato per stupefacenti

Il diniego al rilascio del permesso di soggiorno allo straniero condannato per stupefacenti

Con la sentenza n. 6709 del 27 luglio 2022, la terza sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un cittadino nigeriano che aveva impugnato il provvedimento di rigetto dell’istanza del rinnovo del permesso di soggiorno del Questore di Arezzo. Le pregresse condanne penali a carico del ricorrente, in particolare per reati in materia di stupefacenti, esonerano infatti l’amministrazione dalla preventiva valutazione dei vincoli familiari, giacché ostano ope legis al rinnovo del permesso.

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La nuova giustizia tributaria – 3. La nuova “definizione agevolata” delle liti tributarie in Cassazione: vizi, virtù e possibile (in)efficacia nel contesto dell’attuale assetto della Suprema Corte

La nuova giustizia tributaria – 3. La nuova “definizione agevolata” delle liti tributarie in Cassazione: vizi, virtù e possibile (in)efficacia nel contesto dell’attuale assetto della Suprema Corte

La legge 21 agosto 2022 n. 130 ha previsto una misura di “definizione agevolata” di alcune tipologie di controversie tributarie pendenti in Cassazione, con essenziale finalità di smaltimento dell’ingente contenzioso tributario pendente di fronte alla Corte. La misura, tuttavia, non appare efficace per raggiungere il fine perseguito e occorrono misure strutturali per affrontare i problemi della Cassazione tributaria. È il seguito della riflessione avviata su questo sito lo scorso 20 settembre.

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Rave party e risposta penale

Rave party e risposta penale

L’introduzione del nuovo delitto di invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica (art. 434 bis c.p.) ha suscitato critiche, molte delle quali di dubbia fondatezza. Si impone una riflessione su un fenomeno, quello dei rave party, dagli effetti devastanti soprattutto sui più giovani e sull’adeguatezza della sanzione penale.

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