Dic 31, 2023
La morte di Benedetto XVI, che ha toccato e commosso tutto il mondo il 31 dicembre 2022, ha suscitato un’analisi approfondita in merito all’ineffabile contributo del Sommo Pontefice al panorama della scienza giuridica. La summa sapienza insita nel suo messaggio si orienta primariamente verso la difesa della veritas juris in un’epoca permeata da una confusione e oscurità anche all’interno della sfera culturale cristiana. Il mirabile discorso pronunciato dinanzi al Bundestag costituisce, ad esempio, un inequivocabile e imperativo richiamo a non smarrire l’armonia intrinseca tra natura e ragione, fondamento ineludibile della tradizione giuridica greco-romano-scolastica. Benedetto XVI ha saputo individuare acutamente e lucidamente la ragione della crisi nella teoria e nella pratica della giustizia contemporanea e ha delineato la strada, probabilmente lunga e laboriosa, da percorrere: ricollegare il dover essere all’essere, cogliere il linguaggio della natura e ampliare la prospettiva d’osservazione del giurista.
(altro…)
Dic 29, 2023
La Corte di Cassazione annulla con rinvio la decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 18 del 2021 sulla proroga delle Concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative.
(altro…)
Dic 27, 2023
1. Premessa
L’iniziativa legata alla istituzione di una Superlega in ambito calcistico europeo anima il dibattito degli studiosi da più di due anni, vale a dire da quando (18 aprile 2021), a seguito della diffusione di un comunicato ad opera della European Super League Company S.L. — neo-costituita realtà sportiva che intendeva proporre una nuova competizione infrasettimanale governata dai Club fondatori — UEFA, e le Federazioni nazionali di appartenenza dei Club pubblicavano una dichiarazione congiunta, preannunciando come esse, ma anche FIFA e tutte le federazioni affiliate, avrebbero assunte tutte le misure disponibili per ostacolare l’iniziativa, percepita come un “tentativo di scissione e cospirazione” incompatibile con le competizioni UEFA, incluso il divieto per i club in questione di partecipare a qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e per i loro giocatori di giocare con le rispettive nazionali.
(altro…)
Dic 24, 2023
Cos’è il Natale se non una nascita? E cosa scandalizza di più la post-modernità – cioè l’epoca che doveva realizzare l’emancipazione dell’uomo da ogni limite, sia di ordine fisico che morale- se non proprio il nascere, ovvero il fatto che non ci facciamo da soli e che proveniamo da altri?
(altro…)
Dic 23, 2023
Nel tessuto complesso dell’odierna riflessione etica, emerge con impellente risonanza la questione se la filosofia di San Tommaso d’Aquino conservi ancora la sua pregnanza e attualità. Attraverso il filtro del tempo, la profondità e la coerenza del pensiero tomista si rivelano come un faro che, ancor oggi, offre una prospettiva illuminante sulla natura della moralità umana. La dottrina tomista, imbevuta di principi aristotelici, intende penetrare il cuore stesso dell’essere morale, sottolineando la connessione inscindibile tra virtù, ragione e finalità ultima. L’approccio di Tommaso all’etica, radicato nella ricerca di una virtù che trascenda l’individualismo contemporaneo, suggerisce un rimedio alle crescenti sfide etiche della nostra epoca. Nel dialogo tra l’ontologia morale e la complessità delle scelte umane, San Tommaso invita a una riflessione profonda sulla natura dell’agire umano, sottolineando la necessità di armonizzare libertà e responsabilità. La sua visione, fondata sulla concezione della virtù come abitudine stabile dell’anima, offre un antidoto alle derive relativistiche, proponendo un ancoraggio solido nel discernimento razionale. In un’epoca in cui la frammentazione delle prospettive etiche rischia di creare un caos valoriale, la filosofia di San Tommaso si erge come una guida che, con eleganza filosofica, invita a riflettere sulla coerenza interna dell’agire umano. La sua riflessione sulla connessione tra bene, verità e bellezza offre un terreno fertile per un confronto profondo con le sfide etiche contemporanee. In definitiva, la filosofia di San Tommaso d’Aquino si presenta come un faro che, benché radicato nel passato, continua a proiettare una luce salda e illuminante sulle intricanti questioni morali del presente.
(altro…)
Dic 13, 2023
Leggi la prima parte.
Il tema dei rapporti tra diritto e transumanesimo è senza dubbio ampiamente esteso e molteplici potrebbero essere le problematiche da vagliare, ma in questa sede, per ragioni intrinseche alla pretesa non enciclopedistica delle presenti riflessioni, se ne possono valutare soltanto alcune, le quali appaiono come le più imminenti ed emergenti nell’attuale scenario e nel dibattito del futuro più prossimo.
(altro…)
Dic 7, 2023
Il 5 dicembre 2023 il Senato, all’unanimità, ha dato il definitivo via libera al progetto di legge sul diritto all’oblio dell’ex paziente oncologico, il quale è destinato, quindi, a divenire presto legge con la promulgazione del Presidente della Repubblica. Il progetto di legge era stato presentato grazie al decisivo impulso di Favo (la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), presieduta dal Prof. Francesco De Lorenzo, ed aveva ottenuto l’approvazione della Camera dei Deputati alla fine del luglio scorso. Attraverso un’ampia e trasversale convergenza delle diverse forze politiche, era stato elaborato un testo unificato che ha consentito di giungere in pochi mesi ad una legge, che colloca l’Italia – insieme a pochi altri paesi europei (Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Portogallo) – all’avanguardia nella tutela dei diritti dei malati oncologici.
La nuova legge tutela l’interesse della persona guarita dal cancro a che non vengano svolte indagini sulla propria pregressa condizione patologica, decorso un certo periodo di tempo dall’avvenuta guarigione, senza episodi di recidiva (cioè, ordinariamente, dopo 10 anni, oppure dopo 5 anni, ove venga in rilievo una persona minore di 21 anni). È noto, infatti, che, in Europa, la percentuale dei malati di cancro, che guariscono completamente prima di 10 anni, è cresciuta al 51% nelle donne e al 39% negli uomini; la maggior parte delle persone guarite, inoltre, torna ad avere un’aspettativa di vita tendenzialmente analoga a quella di chi non si è ammalato.
Il diritto all’oblio trova il suo fondamento nella dignità della persona, dato che una non aggiornata rappresentazione della propria condizione di vita determina, ai danni di coloro che sono guariti dal cancro, una menomazione dell’identità e un’accentuata disparità di trattamento rispetto alla generalità delle persone, nella misura in cui li costringe a fornire informazioni o a subire indagini in merito alla propria pregressa patologia. Del resto, la condizione della persona muta inevitabilmente nel tempo, generando un sacrosanto diritto alla contestualizzazione. È sul terreno di questo conflitto, fra la verità della storia e l’identità attuale, che si afferma la prevalenza del diritto all’oblio del paziente guarito.
Sul piano della disciplina normativa, la nuova legge sancisce il diritto all’oblio nel contesto della stipulazione o rinnovazione dei contratti relativi a servizi finanziari, bancari, di investimento e assicurativi, così come in sede di accesso a procedure concorsuali, al lavoro e alla formazione professionale.
Con riguardo all’aspetto contrattuale, si consideri che l’attuale disciplina del Codice Civile stabilisce l’annullabilità dei contratti di assicurazione o il diritto dell’assicuratore a recedere ove l’assicurato abbia reso dichiarazioni inesatte o reticenti in ordine a circostanze in grado di incidere sul rischio contrattuale (artt. 1892-1893 c.c.). La nuova legge provoca un totale mutamento di prospettiva, trasformando il dovere di informazione in un diritto a tacere il proprio passato oncologico e nel dovere del contraente “forte” di astenersi da ricerche, indagini o anche soltanto da mere richieste di informazioni sul punto.
A un fondamentale diritto di non discriminazione risponde, poi, il divieto – parimenti sancito dalla nuova legge – di indagini concernenti la salute dei richiedenti l’adozione, affinché la generosa aspirazione ad assicurare una famiglia ai minori che versino in stato di abbandono non sia odiosamente frustrata dallo stigma della pregressa patologia oncologica.
I principi affermati dalla nuova legge trovano fondamento anche nel diritto comunitario, dato che il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (segnatamente, agli artt. 114.3 e 169) prevede l’obbligo di protezione dei consumatori in capo all’Unione Europea, attraverso misure idonee basate su fatti scientifici e sugli interessi economici dei diretti interessati. In questo ambito assume rilievo, altresì, l’art. 9 del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), che esplicitamente vieta il trattamento dei dati relativi alla salute, salvo che in alcuni casi tassativi. Inoltre, con una Risoluzione del 16 febbraio 2022 il Parlamento europeo aveva chiesto agli Stati membri di garantire il diritto all’oblio oncologico entro il 2025, auspicando “l’introduzione di norme comuni per il diritto all’oblio nel quadro delle pertinenti disposizioni sulla protezione dei consumatori del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, al fine di superare la frammentazione delle pratiche nazionali nel campo della valutazione del merito di credito e garantire la parità di accesso al credito per i sopravvissuti al cancro”.
In attesa di norme comuni a livello europeo, l’Italia non è rimasta a guardare e la legge sul diritto all’oblio costituisce un passo fondamentale nella tutela dei diritti della persona: una questione di civiltà, prima ancora che normativa.
Alessandro Candido
Ricercatore senior di Diritto Pubblico nell’Università di Milano Bicocca
Mauro Paladini
Ordinario di diritto privato Università di Milano Bicocc
Dic 5, 2023
«“Colui che trova” è il conformista, trasformato in un pezzo di macchinario, che funziona in accordo esemplare, che ha assunto natura di “es” e si è già lasciato alle spalle quella di “io”; o che, perlomeno, aveva sperato di essersela lasciata alle spalle; mentre “colui che è trovato” è il vecchio “io” che ricompare, l’arretratezza, l’essere antiquato, che forse può aver avuto la sua raison d’ètre in tempi arcaici, prima della nascita della macchina; che ora però, dato che la trasformazione in es-macchina è diventata obbligatoria, ha perduto il diritto di esistere»:[1] così Günther Anders, nella sua celebre opera “L’uomo è antiquato”, ha descritto il rapporto di oggettivazione dell’identità umana nella sua subordinazione alla tecnica e all’avvento dell’impero delle macchine che, come effetto ultimo, ne ridimensionano l’essere e lo stesso esserci, incidendo, dunque, sia sul piano ontologico che su quello esistenziale.
(altro…)
Dic 1, 2023
La legge arriva sempre dopo, poiché, come si sa, il legislatore è essenzialmente troppo lento! La sentenza, dal canto suo, viene emanata quando il cadavere è già freddo e sepolto da anni, poiché, del resto, anche il giudice è sempre in ritardo! L’intero sistema giuridico e giudiziario è costantemente sotto accusa per la sua incapacità di tenere il passo con il tempo.
(altro…)
Nov 29, 2023
Il tema dei rapporti tra diritto e secolarizzazione è uno dei più complessi poiché sul piano teorico implica la molteplicità di piani che tra loro si intersecano, quello teologico, quello filosofico, quello giuridico, mentre sul piano pratico si riflette su numerose problematiche concrete come, per esempio, la presenza dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, la relazione tra diritto e morale, il legame tra il cosiddetto “sentire sociale” e il diritto, la configurabilità dei cosiddetti “reati culturalmente motivati”, la pensabilità e l’organizzazione della tutela e della garanzia al culto nell’ambito di una prospettiva caratterizzata dal pluralismo confessionale come conseguenza sempre più diretta del dato di fatto della poliedricità culturale della popolazione, nonché le modalità di intendere e applicare il principio di laicità, e, infine, lo sterminato spazio delle problematiche bioetiche che quotidianamente si impongono all’attenzione dell’opinione pubblica in generale e dei giuristi in particolare e che, coinvolgendo anche il piano morale, risentono, spesso anche in modo diretto, del dibattito intorno ai rapporti tra diritto e secolarizzazione.
(altro…)